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Società
di domenica 24 settembre 2006 17:11
"Nella veste di sindaco proporro' al Consiglio comunale, per altro convocato a breve in seduta monotematica, la soluzione bonaria della controversia che vede contrapposto il Comune, socio fondatore, al Consorzio Teatro Mercadante''. Lo ha detto ieri sera il sindaco di Altamura Mario Stacca.
L'annuncio è stato fatto intervenendo alla manifestazione 'Concerto a cantiere aperto', organizzato dal Lions Club intitolato allo stesso musicista, tenutasi ieri sera nella struttura chiusa da oltre 16 anni, in corso di recupero e restauro a cura di una Associazione temporanea di imprese (Geima, Costruzioni di Michele e Corrado Santoro e Costruzioni di Barozzi e Pallotta).
Al convegno hanno preso la parola, oltre al primo cittadino, anche il presidente del Lions Club di Altamura Giulio Denora, il governatore del Distretto 108 Antonio Covella e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Relatori sono stati l'ingegner Gianluigi Sylos Labini, coordinatore e responsabile del progetto architettonico, l'architetto Ruggero Martines, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, l'architetto Marcello Benedettelli della Soprintendenza dei beni architettonici, il dottor Giovanni Sardone, della Direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Puglia e il geometra Paolo Simone, presidente del Consorzio teatro Mercadante.
Per il futuro ''l'idea - ha detto Stacca - e' quella di convolgere insieme il Comune di Altamura, il Consorzio del teatro Mercadante, la Regione Puglia, la Provincia di Bari, il Consorzio delle imprese e il mondo culturale in una Fondazione che abbia come unico scopo la rinascita delle attivita' teatrali. Vi posso pertanto assicurare il massimo impegno personale e dell'amministrazione tutta affinche' il teatro si riconsegni in tempi brevi all'intera collettivita' e agli antichi fasti e splendori. Questa e' la prima iniziativa - ha assicurato il sindaco - forse i Lions ci hanno anticipato, perche' l'amministrazione comunale, le imprese e il Consorzio erano gia' d'accordo per aprire il teatro il 26 novembre, in collaborazione con il Fondo Per l'Ambiente italiano, a tutta la citta' e a tutti coloro che fossero interessati a scoprirne i segreti nascosti. Molti dei nostri ragazzi non conoscono il teatro Mercadante'', ha rimarcato.
Appassionato l'intervento del presidente Vendola. ''E' angosciante - ha detto - immaginare le generazioni che perdono la possibilita' di condividere la propria formazione spirituale e culturale in grandi contenitori di pregio. Noi, che abbiamo vissuto la tragedia del Petruzzelli, sappiamo che cosa significa quando una citta' perde un teatro: perde un pezzo della propria identita'. Come se perdesse l'anima. Dobbiamo forse interrogarci - ha osservato - su quale sia la ragione per la quale nel passato si trasformavano immondezzai in teatri, come in questo caso, e a partire dagli anni ottanta, in qualche caso un po' da prima, si sono trasformati i teatri in immondezzai. A un certo punto la nostra smarrita societa', non ha avuto piu' bisogno di contenitori, dei luoghi di una socialita' alta, perche' una socialita' frammentata, parcellizzata in citta' che non sono piu' comunita', e' veicolata da un blob della tv spazzatura che non riesce a ricostruire gli elementi appunto di un'identita' alta, densa". Rispetto al teatro Petruzzelli, con il quale la vicenda del teatro altamurano presenta alcune analogie ma anche molte differenze, secondo Vendola ''qui potete procedere piu' speditamente. Poi c'e' un problema della gestione. Ho letto tutte le carte che sono state prodotte: la polemica, il dibattito che vi e' in citta' sulla sorte del teatro Mercadante. Io penso che persino gli elementi polemici sono il segno di una vitalita' e di un amore forte che tutta la citta' ha nei confronti di questo teatro, penso che e' giusto fare mettere all'ordine del giorno del consiglio comunale, come mi pare sia stato fatto, la questione di quale debba essere il percorso affinche' la comunita' intera si riappropri di questo gioiello. La Regione fara' la sua parte - ha continuato - come e' del tutto ovvio perche' la gestione poi e' un luogo che vede le imprese, pregevoli e straordinarie in questa generosita', necessariamente fare un passo indietro perche' poi entrano in campo altre professionalita che devono fare di un teatro come questo non un piccolo teatro di provincia ma un teatro collegato a un circuito importante che deve produrre cartelloni importanti".
Per l'architetto Benedettelli occorre ''far funzionare questi teatri come luoghi di produzione, piccole celle culturali: scuole di recitazione, di danza ecc.. Se si riuscisse a creare un circuito di questi piccoli teatri sarebbe molto interessante. Questo lavoro al teatro Mercadante e' un'iniziativa forte - ha spiegato - perche' e' un'iniziativa imprenditoriale. Non sono molti i casi in cui l'imprenditoria si sposa a a questo tipo di situazioni. Credo che vada incoraggiata dalle istituzioni. Non facciamo che dopo il restauro e dopo il completamento delle opere - ha avvertito - tutto si ammoscia. Facciamo i lavori ma nello stesso tempo partiamo con qualche idea innovativa che potrebbe essere quello di creare un circuito dei teatri di Puglia''.
L'altamurano Giovanni Sardone si è detto convinto che ''in questi anni diversi tentativi di recupero, soprattutto di natura pubblica, non hanno sortito l'effetto sperato. Alcune volte cio' e' accaduto per insipienza dei politici di turno, altre volte per miopia dei proprietari dei consorziati del teatro. Eppure aver dichiarato 20 anni fa il teatro Mercadante bene culturale - ha ricordato - e' servito a facilitare il restauro e il recupero in quanto esistono diverse disposizioni legislative che prevedono varie forme di finanziamento e di agevolazioni, a prescindere dal fatto che il teatro sia di proprieta' privata o pubblica. Gli imprenditori hanno gia' fatto la loro parte, se non vogliamo dire da mecenati, da operose formiche di Puglia. Perche' non creare una Fondazione come ha detto il sindaco? - ha chiesto - pero' bisogna crearla davvero, scevra dai personalismi. Si puo' fare anche una societa' mista. Le Fondazioni sono regolamentate. C'e' una legge dello stato: ci sono altri esempi in Italia. A Torino il Museo Egizio e' gestito da una Fondazione di cui fanno parte le banche. Alla Fondazione possono essere conferiti i beni dei soci fondatori, ne possono far parte anche i privati''. Questo tipo di soggetto, secondo Sardone puo' accedere piu' facilmente alle risorse pubbliche. ''La difficolta' per restaurare il teatro Mercadante deriva dal fatto che non e' di proprieta' pubblica - ha detto - e' privato. Per il teatro Petruzzelli ci e' voluta una legge dello Stato per permetterne il finanziamento. A meno che non si voglia ricorrere ai finanziamenti previsti per i beni culturali 'tout court'. Quando un teatro e' di proprieta' privata, noi arricchiamo i privati anche se l'uso e' pubblico e questo ci da' la possibilita' di destinare fondi statali per beni di proprieta' privata culturali. Il teatro tra un anno al massimo sara' funzionante. Lo vogliamo lasciare nelle mani dei privati? Il Comune deve essere il centro, il fulcro, si deve fare portatore della promozione dello sviluppo".
"A proposito di quello che ha detto il sindaco - ha detto il presidente del Consorzio Paolo Simone - io ritengo che i rapporti con la pubblica amministrazione non sono mai stati interrotti. Abbiamo avuto solo delle divergenze e delle contrapposizioni, che sterilmente, sia da una parte che dall'altra, ci hanno fatto perdere tempo. Si legge negli atti: il Consorzio ha voluto far sempre partecipare la parte pubblica del consorzio e della vita del teatro. Il teatro e' di tutti e deve continuare ad essere cosi'. Onore e merito ai Lions - ha concluso - per questa nobile iniziativa".
L'ingegner Sylos Labini ha illustrato alcuni aspetti del recupero del teatro. "Obiettivi di questo intervento - ha spiegato - sono il recupero della parte storica e delle originarie caratteristiche architettoniche dell'edificio". Sono state sostituite ''le coperture degli anni '50 realizzate in calcestruzzo con delle strutture lignee'', un intervento operato "grazie al recupero dei disegni originali e che da' un contributo notevolissimo alla qualita' acustica della sala. Stiamo operando ora - ha aggiunto - il restauro delle pareti perimetrali della cavea sulla quale non si vedono parte delle decorazioni perche' il fasciame ligneo decorato e' stato asportato per un consolidamento. Le balaustre e la struttura lignea erano quasi totalmente decorate". Le decorazioni saranno riproposte. "Per quanto riguarda il foyer e la cavea - ha assicurato Sylos Labini - sara' evocato l'aspetto originario del teatro ovviamente con una lettura attualizzata perche' tra il progettista dell'epoca e quello attuale sono passati oltre 100 anni. Non sarebbe possibile per noi interpretare con lo stesso metro stilistico. Il che non vuol dire che l'identita' architettonica dell'edificio sara' perduta. Semplicemente non sembrera' un teatro vecchio ma restaurato''. Secondo Sylos Labini ''bisogna puntare a rivitalizzare queste strutture, non considerarle meramente storiche, da guardare per il loro aspetto architettonico ma delle strutture che abbiano un rapporto stimolante e fungano da elemento propulsore per la cultura della nostra provincia. Benche' questo sia un restauro di tipo classico, conservativo - ha proseguito - l'importante e' l'attualizzazione funzionale". In parte gia' si intravede. "La scena e' stata liberata di tutte le strutture - ha spiegato - che erano presenti all'interno e che costituivano ingombri e che riducevano l'area dello spettacolo. Tutti i camerini che erano presenti in questo spazio saranno trasferiti nella nuova struttura di ampliamento che sara' realizzata sul residuo suolo oggi occupata da una pizzeria. Il tempo di liberare questo suolo da questa attivita', che al momento la occupa - ha assicurato Sylos Labini - e ripartiremo celermente con i lavori. La scena sara' dotata di tutte le attrezzature tecnologiche piu' moderne. E' stata elevata di qualche metro per permettere un agevole spostamento delle scenografie. La fossa orchestrale, per motivi di dimensioni della sala non e' stata possibile ampliarla oltre. La vocazione di questo teatro non e' certamente lirica - ha ricordato - per cui saranno piu' le volte che la fossa sara' occupata da ulteriori poltrone che quelle che la vedranno funzionare con l'orchestra. Nella struttura in ampliamento saranno allocate una serie di funzioni importanti affinche' questo possa diventare un vero laboratorio di produzione culturale per la citta'. Ci saranno sale prove per la musica, per il balletto, per la prosa, camerini e cameroni di assoluta qualita' e tutti i sistemi di sicurezza e impiantistici necessari ma questo non alterera' minimamente l'aspetto architettonico originario e soprattutto l'atmosfera che questi splendidi teatri all'italiana sanno evocare. Questo teatro - ha concluso - non e' conosciuto e famoso per la sua architettura, anche perche' fu costruito in pochi mesi con poche risorse a disposizione. In rapporto con quello che era disponibile, fu fatto uno straordinario lavoro. E' importante per la sua storia di eventi e spettacoli e per la sua storia politica. A tutto questo noi dobbiamo un recupero di assoluta qualita' un recupero anche storico".
Fuori dal teatro gli esponenti del Movimento cittadino 'Aria Fresca', guidati dal consigliere comunale Enzo Colonna, hanno diffuso un volantino (oltre ad avere consegnato una lettera aperta al presidente Vendola) nel quale si sottolineava che ''i lavori di restauro sono stati resi possibili solo grazie al lodevole intervento di imprese altamurane, operanti nel settore edile, che si sono accollati i costi in cambio della gestione del teatro per trenta anni. Fa uno strano effetto, però, - scrive ancora Aria Fresca - considerare gli inviti per pochi, esclusivi privilegiati, e paragonarli ai lungimiranti e straordinari sforzi collettivi che nel 1895 portarono all’edificazione del Teatro. Tutto questo per sottolineare che questa sera lì, in Teatro, tra quel pubblico selezionato, la comunità altamurana non ci sarà. Resterà fuori per l’insipienza, l’incapacità, il disinteresse, la responsabilità dei tanti pezzi di quella nomenclatura del potere cittadino che, imbellettati, saranno seduti l’uno accanto all’altro. Gli stessi pezzi di potere, le stesse persone - aggiunge Aria Fresca - che negli ultimi 17 anni non sono state capaci di elaborare un piano di recupero del Teatro. Una classe politica ed amministrativa cittadina inadeguata, che non è stata in grado di assicurare alcun ruolo alla comunità locale né in questa fase del recupero del Teatro, né nella sua futura gestione e valorizzazione. Inadeguatezza - prosegue il documento - che ha impedito di impegnarsi seriamente nel raggiungimento di una qualsiasi dignitosa soluzione concertata. Inadeguatezza che non ha consentito di dare seguito neppure alla richiesta di avviare le procedure per l’acquisizione al patrimonio pubblico del teatro che veniva, nel gennaio 2000, da oltre 6000 cittadini altamurani. Inadeguatezza che impedisce all’amministrazione in carica di discutere pubblicamente, in consiglio comunale, come da quindici mesi hanno richiesto numerosi consiglieri, delle possibili forme e condizioni di un impegno diretto del Comune almeno nella gestione del Teatro, di un’intesa con le imprese impegnate nel recupero e con altri enti pubblici come Provincia e Regione. Domandiamoci ora cosa ci stia accadendo, come sia stato possibile che, in 111 anni, da una storia che ha visto trasformare un “mondezzaio” in teatro, in tempio laico cittadino, si sia passati ad un presente che vede i luoghi della cultura, della storia, del paesaggio, degradarsi tristemente a immondezzai. Come è stato sino a poco tempo fa per il Teatro e come è tuttora per molti altri luoghi della città".
Alla fine degli interventi, è giunto finalmente il concerto di cui sono stati protagonisti l'Orchestra della Magna Grecia e il Coro Polifonico 'Saverio Mercadante', diretti dal maestro Alfredo Luigi Cornacchia, che hanno eseguito musiche di Mercadante, Mozart, Verdi, Mascagni e dello stesso Cornacchia.
Intanto stamane, fuori programma: per iniziativa delle stesse aziende che stanno recuperando e restaurando il Mercadante, e' stato consentito l'ingresso alla struttura dei citttadini, forse in seguito alle richieste di molti altamurani che ieri sera si sono affacciati nei pressi chiedendo di poter tornare ad affacciarsi nel teatro.
Scritto da : Pasquale Dibenedetto
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