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Cronaca
di martedì 10 gennaio 2006 12:43
L'imprenditore del settore agroalimentare Francesco Casillo, 39 anni, di Corato è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di trani nell'ambito dell'inchiesta sul grano contaminato da ocratossina sequestrato a settembre al porto di Bari.
La sostanza, una muffa ritenuta altamente nociva e potenzialmente cancerogena, era contenuto nella partita di grano canadese, circa 58.000 tonnellate, approdato nel capoluogo pugliese a bordo di una nave la Loch Alyn, battente bandiera di Hong Kong. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Trani Michele Nardi. La misura restrittiva e' stata richiesta dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Savasta al termine di ulteriori e approfondite attivita' di polizia giudiziaria eseguite a dicembre. Allora, il Pm dispose una serie di perquisizioni e sequestri che coinvolsero anche diversi mulini, finalizzati da un lato a porre in sequestro preventivo d'urgenza il prodotto alimentare ormai avviato alla commercializzazione e, dall'altro a reperire tutta la documentazione igienico sanitaria afferente le analisi chimiche eseguite da laboratori pubblici e privati.
Le analisi, eseguite da laboratori dell'Ispettorato Centrale Repressioni Frodi de Ministero delle Politiche Agricole, avevano evidenziato la presenza nell'intero carico di Ocratossina, una tossina altamente nociva sia se assunta in maniera diretta che indirettamente, attraverso il consumo di carni di animali nutriti con mangimi ottenuti dalla decorticazione dei chicchi di grano. Le percentuali della sostanza cancerogena accertate erano superiori, in alcuni casi, a tre volte i limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana.
La Procura della Repubblica di Trani ha provveduto ad informare il competente organo regionale - Assessorato alle Politiche della Salute - in ordine all'esito delle analisi di laboratorio di sanita' pubblica, al fine di porre l'ente nelle condizioni di avviare le eventuali procedure di allerta, previste per legge, sino a livello comunitario.
A Francesco Casillo e' stato contestato il reato di avvelenamento, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e di aver trasformato grano duro contaminato da Ocratossina, in semole destinate all'alimentazione e al consumo, adulterando e corrompendo in tal modo il prodotto. La Gdf spiega che a carico dell'imprenditore ''elementi probatori sono stati forniti dalle testimonianze rese dai responsabili dei laboratori chimici indipendenti a cui Casillo, in occasione del primo sequestro operato nello scorso settembre, si era rivolto per ottenere, anche con raggiri e false promesse di future commesse, una certificazione della assoluta salubrita' del cereale e della totale assenza in esso di sostanze tossiche quali la Ocratossina''. E cio', proseguono le Fiamme Gialle, ''nonostante lo stesso imprenditore coratino, che vanta una posizione di monopolio di fatto nel settore della commercializzazione dei cereali e dei suoi derivati, fosse in possesso sin dal momento dell'acquisto concluso in Canada, di una certificazione della competente Autorita' di controllo canadese attestante la presenza, seppur nei limiti previsti dalla normativa comunitaria, di una contaminazione da Ocratossina del prodotto da importare''.
Secondo quanto reso noto dalla Guardia di Finanza di Bari Casillo, sarebbe riuscito ''nei primi mesi di ottobre dello scorso anno (precisamente il 7 ottobre ndr) ad ottenere il dissequestro dell'intero carico di grano contaminato'' da ocratossina, una sostanza cancerogena e nociva, ''producendo analisi di laboratorio da cui emergeva falsamente l'assenza di agenti patogeni o contaminanti pregiudizievoli per la salute pubblica, inducendo in errore l'Autorita' Giudiziaria inquirente''. Il grano era stato sottoposto il 23 settembre a sequestro a scopo preventivo dalla Procura della Repubblica di Trani. In questo modo Casillo, il piu' grosso importatore italiano di cereali, avrebbe ''introdotto in commercio un prodotto acquistato a prezzi sensibilmente inferiori ai 'mercuriali' dell'epoca, realizzando dolosamente spregiudicati margini di guadagno e destabilizzando l'equilibrio dell'intero settore.
Infine la Gdf sottolinea che l'attività di indagine "ha, tra l’altro, costituito motivo di spunto per l’amministrazione comunale di Altamura di apposita mozione consiliare volta a tutelare il grano e i prodotti tipici derivati, nonché di iniziative legali da parte di alcuni imprenditori dell’agro coratino, acquirenti del grano contaminato, formalizzate all’Autorità giudiziaria inquirente".
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