La Procura di Bari e quella dei minorenni hanno riaperto il caso dei fratellini di Gravina. Lo si apprende in queste ore da fonti di giudiziaria. Dopo l'archiviazione delle accuse nei confronti del padre di Ciccio e Tore, Filippo Pappalardi, riabilitato, nessun altro è stato indagato.
Non ci sono state altre indagini perché si è ipotizzato un incidente: la precipitazione dei due bambini, all'epoca dei fatti di 13 e 11 anni, nel pozzo dell'edificio in via Consolazione (ribattezzato "casa delle cento stanze"). I due bambini scomparvero il 5 giugno del 2006 e furono ritrovati morti il 25 febbraio del 2008.
Invece la madre Rosa Carlucci, che ha presentato la denuncia in base alla quale il caso è stato riaperto, chiede di fare luce sulla presenza e sull'eventuale ruolo di altri minorenni. L'esposto, come precisato dal legale Domenico Ciocia, non formula accuse nei confronti di nessuno e chiede solo di fare accertamenti. Tuttavia, si è fatta strada nell'opinione pubblica che gli inquirenti possano indagare anche sull'ipotesi che i due bimbi siano precipitati a seguito di una prova di coraggio con altri minorenni, alcuni dei quali oggi sono 18enni o 19enni.
Nell'esposto di Rosa Carlucci viene segnalata la presenza sul luogo di 5 ragazzi, di età fra i 10 ed i 14 anni.
Anche Filippo Pappalardi, che non ha presentato denuncia, è convinto che questa tesi debba essere seguita dagli inquirenti.
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