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Cronaca
di lunedì 23 gennaio 2012 17:23
I carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno sequestrato beni mobili ed immobili a Raffaele Di Palma, 60 anni, di Gravina, con precedenti penali per associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata all’estorsione, rapina, omicidio, traffico di sostanze stupefacenti e usura. (Nella foto uno degli immobili sequestrati in precedenza)
I sigilli sono stati apposti a 24 immobili a Turi ed a conti correnti per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. Il provvedimento e' stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari (collegio presidente La Malfa, relatore Marrone, a latere Mattiace), su richiesta della Procura della Repubblica di Bari in applicazione della normativa antimafia sulle misure di prevenzione patrimoniale (il cosiddetto Pacchetto sicurezza).
Quella di Gravina e' ritenuta dagli inquirenti un’organizzazione malavitosa di stampo mafioso, fortemente radicata sul territorio, capace non solo di resistere ai continui arresti operati dalle forze dell’ordine nel corso degli anni (con le mega-operazioni 'Gravina' e 'Canto del cigno'), ma anche di disporre di ingenti quantitativi di denaro che vengono riciclati attraverso societa' finanziarie o edili costituite appositamente o attraverso l’acquisto di lussuosi beni mobili e di prestigiosi immobili. Un patrimonio che la Procura Antimafia di Bari e la Sezione Misure di Prevenzione stanno continuamente 'attaccando'.
Nel corso dell'anno passato sono stati ben quattro i provvedimenti di sequestro preventivo nei confronti di Di Palma, ritenuto vicino ai clan Mangione, Gigante e Matera. A febbraio, marzo ed aprile 2011 furono sequestrati beni del valore di circa 32 milioni di euro, a ottobre per altri 20 milioni. Quello di stamane riguarda un libretto di deposito a risparmio libero nominativo, con saldo di 30.000 euro attualmente costituito in pegno in favore di una banca di Cassano Murge, quale garanzia di una fideiussione attiva; 24 unita' immobiliari a Turi, consistenti in 12 appartamenti e 12 locali autorimessa, edificate su due terreni da ultimare entro il 31 marzo 2012 e, tutt’ora, in fase di ultimazione; i terreni su cui insistono le unita' immobiliari. L’indagine patrimoniale su Di Palma e' stata avviata nel settembre del 2010. Il tenore di vita e il patrimonio del pregiudicato gravinese sono risultati troppo sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati: gli inquirenti non hanno dubbi, si tratta di introiti ingenti derivanti da attivita' illegali riciclati in attivita' lecite. In precedenza sotto sequestro sono finiti 98 unita' immobiliari, quattro societa', tre auto di grossa cilindrata e otto conti correnti per un valore complessivo di 30 milioni di euro. E poi ancora, a seguito di ulteriori accertamenti, auto, gioielli, depositi bancari e polizze assicurative, per un valore complessivo di oltre un milione di euro, un’impresa edile ed un conto corrente.
Ad ottobre del 2011 un altro sequestro a Bari e Turi: beni non direttamente intestati a Di Palma, ma a persone di fiducia, attraverso la costituzione di due societa' edilizie che stavano reinvestendo gli utili dell’attività illecita, immobili, conti correnti, per un valore complessivo di 20 milioni di euro.
Scritto da : Pasquale Dibenedetto
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