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Politica
di venerdì 20 gennaio 2012 17:55
"La notizia della candidatura di Alessio Valente a capo dell’assemblaggio di centrodestra (letterale, ndr) conferma le nostre perplessità in ordine al percorso condotto dal nostro partito e alle scelte scellerate effettuate negli ultimi giorni". Queste le motivazioni che hanno spinto Tonio Cozzoli a prendere la decisione di lasciare il PD di Gravina.
"Il confronto con le altre forze politiche - spiega Cozzoli - è stato un diversivo per distogliere l’attenzione da una sommatoria di sigle, partiti e movimenti, portatori ciascuno di interessi inconciliabili. Spostare l’attenzione sulla costituenda coalizione è stata la strategia di uno spregiudicato segretario che, fingendo il confronto con le altre forze politiche, ha messo in campo un carrozzone senza precedenti. Quando una funzione di rappresentanza politica viene piegata a proprio uso e consumo per il raggiungimento dei propri meschini obiettivi - prosegue Cozzoli - non ci sono principi che possano riempirne l’inconsistenza; evocare la stabilità, il rinnovamento, la trasparenza non giova a chi ha fatto dell’arrivismo la propria ragion di vita".
Secondo l'esponenente gravinese di centrosinistra, nel PD locale sarebbe "partita l’epurazione" non potendoci essere "un componente dell’esecutivo che rema contro", ma soltanto campane all’unisono che suonano la litania della stabilità e del rinnovamento. Per queste ragioni - conclude Cozzoli - rassegno le mie dimissioni irrevocabili da coordinatore della segreteria del PD, partito glorioso oramai alla deriva, certo di una reazione cittadina a questo scempio".
A stretto giro di posta la risposta di Marilena Stasolla, vice segretario del PD gravinese. "Il PD Gravina apprende senza stupore' delle ennesime dimissioni di Cozzoli. Questa lettera appare alquanto pretestuosa poiché nei fatti le dimissioni si sono concretizzate tempo addietro con il venir meno del rapporto di fiducia con il segretario del circolo, come dichiarato dallo stesso Cozzoli nel comunicato a sua firma pubblicato in data 11 dicembre 2011, in cui egli stesso sosteneva: 'Valente non è il mio segretario, né può tornare ad esserlo'. Nessuna epurazione è stata condotta, ma solo una presa d'atto di allontanamento volontario da un disegno politico condiviso a larghissima maggioranza - frutto del resto di innumerevoli passaggi democratici, in accordo con la linea politica del partito ad ogni livello – preferendo un progetto e una lista notoriamente alternativi. Invitiamo - chiosa Stasolla - ad abbassare i toni e a rispettare scelte differenti (anche questa è democrazia) rinviando il confronto sul piano politico durante la campagna elettorale".
Scritto da : Felice Moramarco
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