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Turismo, Cultura e Spettacolo
di mercoledì 11 gennaio 2012 21:32
Le associazioni di categoria sono compatte nel chiedere al Comune di Matera di soprassedere, almeno per quest'anno, all'introduzione della tassa sul soggiorno che permetterebbe alla citta' dei Sassi (patrimonio Unesco) di incamerare ulteriori risorse dai notevoli flussi turistici.
L'Azienda di promozione turistica lucana ha confermato che anche nello scorso anno e' stata meta di ''incrementi relativi di visitatori durante tutto l'anno''. Il Comune intende introdurre la tassa, ormai in vigore nelle maggiori citta' turistiche d'Italia, ed e' un punto che rientra anche nel programma della maggioranza di centrosinistra. Per questo anno l'Amministrazione deve affrontare un taglio di 5 milioni di euro di trasferimenti statali e deve quindi "fare cassa".
Le sigle di categoria, pero', stanno dando pareri negativi. Sia Confapi (piccole imprese) che Confcommercio e Confesercenti hanno detto di non introdurla e quantomeno di posticiparla al prossimo anno. Anche la Confindustria lucana e' sulla stessa linea ed ha presentato un documento ufficiale.
Secondo l'associazione degli industriali, ''la decisione di istituire l'imposta di soggiorno – si sostiene - costituirebbe un ulteriore, inaccettabile gravame fiscale destinato ad erodere i gia' ridotti margini di gestione di una vasta categoria di operatori che a Matera, che pure rappresenta insieme al Metapontino, la punta di eccellenza turistica in regione, sono chiamati a confrontarsi con tassi di occupazione delle strutture estremamente bassi, per l'ancora troppo ampia stagionalita' della fruizione turistica e le inadeguate politiche di marketing territoriale''. A detta degli operatori ''l'imposta di soggiorno comprimerebbe ulteriormente le presenze turistiche, visto che la stessa si applica sui pernottamenti, a vantaggio diretto di territori geograficamente contigui che, a ragione, non intendono avvalersi dell'imposta di soggiorno''.
Pertanto Confindustria chiede all'Amministrazione Comunale di Matera di ''soprassedere dall'attuazione immediata dell'imposta per l'anno 2012, in modo da valutare, con maggiori elementi di informazione e di analisi a disposizione, i profili di fattibilita' in merito all'istituzione dell'imposta, eventualmente a partire dall'esercizio finanziario 2013''. Confindustria ha annunciato che sulla questione consultera' l'Anci.
Anche un'associazione dei consumatori Adiconsum è dello stesso parere.
Scritto da : Onofrio Bruno
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