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L'Angolo della posta
di sabato 07 gennaio 2012 09:04
Bari, 2 Gennaio 2012
Oggetto: Appello contro la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali.
Ill.mo On.le Nichi VENDOLA
Presidente Giunta Regione Puglia
Lungomare Nazario Sauro
70100 BARI
Gentilissimo Presidente,
nel comunicato stampa che annunciava l’approvazione del Regolamento per le grandi strutture di vendita, l’Assessore allo sviluppo economico Avv. Loredana Capone sottolineava che la Regione Puglia, nel produrre l’innovativo Regolamento, aveva conferito maggior valore al principio costituzionale dell’utilità sociale dell’iniziativa commerciale.
E’ sulla base di tale principio che si muove l’Appello che Le rivolge la Confesercenti Provinciale di Terra di Bari, sul tema della liberalizzazione degli orari commerciali.
A nostro avviso, l’idea del Governo Monti, che basti liberalizzare gli orari degli esercizi commerciali per favorire la concorrenza, che basti, quindi, incentivare le aperture delle grandi strutture commerciali per rimettere in moto l'economia, è chiaramente strumentale e di corto respiro. Non si tiene conto di quello che consegue a questa scelta, dal profondo cambiamento del commercio urbano alle inevitabili ricadute sulla qualità della vita, dall'aumento dell'uso dell'automobile per raggiungere i grandi centri commerciali all'accelerazione del processo di svuotamento delle strade delle nostre città che da sempre chiamiamo "desertificazione urbana". Non si tiene conto che il lavoro passa dalle piccole e medie imprese e che la qualità della vita urbana passa dai negozi di vicinato che danno servizi e garantiscono vivibilità e vivacità.
La visione ispiratrice della liberalizzazione, ancora, non tiene conto di quel ruolo di utilità sociale dell’iniziativa commerciale che sostiene la distribuzione nei centri storici e urbani pugliesi che, invece, ha ispirato la Regione Puglia nel promuovere quella che l’Assessore Capone ha definito una “rivoluzione” che tutela l’ambiente, i consumatori, i lavoratori e l’intero territorio.
Orari completamente liberi, infatti, favoriranno solo la grande distribuzione, a discapito di negozi e mercati. Anche per questa via, cioè, si rischia di alterare ulteriormente l’equilibrio fra le diverse forme distributive e ciò danneggerebbe certamente i consumatori.
L’attuale assetto degli orari, faticosamente raggiunto in Puglia con la concertazione promossa dalla Regione negli anni passati, ha sufficienti caratteri di ampiezza e flessibilità. In ogni caso, un conto è rivedere l’attuale normativa alla luce di nuove modalità di consumo che si stanno affermando, un conto è la totale assenza di regole, che poi significa la regola del più forte. La liberalizzazione di cui necessita il settore può e deve essere equa e non selvaggia, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e del piccolo commercio, come affermato anche dai sindacati del lavoro dipendente e da rilevazioni effettuate dalle stesse associazioni dei consumatori. Un minimo di regole é utile anche alla concorrenza. Tutto questo mentre bisognerebbe invece rilanciare il piccolo commercio per fini sociali, di sicurezza, vivibilità e di identità.
Queste considerazioni ci inducono a fare Appello a Lei, Presidente della Giunta Regionale, affinché la Regione Puglia impugni, di fronte alla Corte Costituzionale, le ultime norme del governo relative alla liberalizzazione del commercio, palesemente in forte contrasto con le competenze attribuite alla Regione in materia di disciplina del commercio, e fortemente stridenti con i principi cui si è ispirata la legislazione regionale fino a ieri.
La salutiamo cordialmente,
Il Direttore Provinciale Il Presidente Provinciale
f.to Dott. Nicola Caggiano f.to Dott. Beniamino Campobasso
Scritto da : Redazione
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