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Bari: usura ed estorsioni, 26 arresti PDF Stampa
Cronaca di mercoledì 27 ottobre 2010 10:52

Sono state le denunce presentate dalle vittime alla Guardia di Finanza di Bari a far partire le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria che hanno portato stamane a sgominare una agguerrita organizzazione criminale dedita all'usura, alle estorsioni e al riciclaggio.

Ventisei le ordinanze di custodia cautelare eseguite, delle quali 18 in carcere. I provvedimenti restrittivi sono stati disposti dal Tribunale del capoluogo pugliese su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I militari delle Fiamme Gialle impegnati nell'operazione sono stati 220. 
Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata all'usura, all'estorsione, al riciclaggio e all'esercizio abusivo del credito. I finanzieri hanno sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro tra immobili, automobili, aziende e conti correnti bancari. 

Indagini partite da denuncia ristoratore
 
E' stato grazie al coraggio di un imprenditore del settore della ristorazione, costretto in tre anni a pagare tassi usurai che oscillavano dal 120 al 240%, che sono partite le indagini conclusesi stamane da parte del Gruppo Investigazioni contro la criminalita' organizzata (Gico) della Guardia di Finanza di Bari con l'esecuzione di 24 ordinanze di custodia cautelare sulle 26 complessive emesse (18 in carcere e 8 ai domiciliari) dal gip del Tribunale. Una mattina di febbraio del 2008 l'uomo dopo aver subito vessazioni, minacce e danneggiamenti, si e' presentato nella Caserma delle Fiamme Gialle e ha denunciato i suoi aguzzini che facevano parte del clan Parisi. Le accuse formulate dalla Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’usura, estorsione, riciclaggio ed esercizio abusivo del credito. In tutto sono 28 le denunce. 
E’ grazie al coraggio di quest’uomo, oggi sottoposto al regime di protezione previsto per i testimoni di giustizia, che i finanzieri, coordinati dall’Antimafia, sono riusciti a smantellare una pericolosa e ramificata organizzazione. L’imprenditore, ad esempio, per un primo prestito di 62 mila euro aveva dovuto restituirne 165mila. 
Gli appartenenti al clan Parisi avevano fatto vendere prima una delle sue attivita' (un esercizio commerciale sempre attivo nel settore della ristorazione) e poi le due auto di proprieta' della sua famiglia. 
Sono stati anni di vero terrore per tutta la famiglia costantemente minacciata di morte quando la vittima dichiarava di non essere in grado di pagare le rate mensili che aumentavano vertiginosamente. Infine, la decisione di denunciare i vertici dell’organizzazione: Vito Parisi, 47 anni, detto 'Bocciul', capo dell'organizzazione e cugino del boss Savinuccio Parisi, che insieme ad Antonio Fiorentino, 40 anni, detto 'Ciu' Ciu'',  Francesco Devito, 42 anni, detto 'U russ', e a Pasqualina Antonietta Consiglio Modugno, 47 anni, nata in Francia detta 'Nietta', finanziava l’organizzazione. Sono stati tutti in carcere tranne la donna che si trova ai domiciliari.


Di spicco il ruolo delle donne

Anche le donne ricoprivano ruoli importanti nel clan di presunti usurai legato alla famiglia Parisi, sgominato stamane a Bari dalla Guardia di Finanza. E' quanto hanno accertato i militari del Gico. In particolare Pasqualina Antonietta Consiglio Modugno, 47 anni, ora ai domiciliari, finanziava l’organizzazione mentre Francesca Rosa Di Bari, 46 anni, moglie di Antonio Fiorentino, 40 anni, detto 'Ciu' Ciu'', uno dei principali esponenti del clan, aveva il ruolo di cassiera. Il gruppo era in grado di 'coprire' immediatamente le richieste delle proprie vittime, anche con prestiti che superavano i 100mila euro e con tranche anche di oltre 15 mila euro in contanti. Con la stessa facilita' con la quale concedevano i 'finanziamenti', gli strozzini ne pretendevano la restituzione, gravata di tassi vertiginosi, in rate mensili. E quando gli usurati non erano in grado di assolvere alle pressanti richieste, a intimorirli e spaventarli ci pensavano gli esponenti direttamente o indirettamente legati al clan Parisi: Damiano Ferrante, 35 anni, detto 'Mefisto', Francesco Devito, detto 'U russ', Alessandro Anaclerio, 26 anni, detto 'Il nano', Nicola Amendolagine, 60 anni, di Bitonto, detto 'U' sciacall', Giuseppe Lafirenze, 34 anni, Gaetano Paltera, 40 anni (ai domiciliari). Il fatto soltanto di nominare il clan di appartenenza incuteva nelle vittime la paura e la consapevolezza di avere a che fare con persone di calibro criminale in grado di dar seguito alle minacce di morte o di danneggiamento della propria attivita'. 
 

Imprenditori e negozianti baresi in difficolta' erano le vittime preferite dell’organizzazione ma anche i proprietari di societa' di abbigliamento, edilizia, materiale elettrico, oltre che della ristorazione, e anche di piccoli negozi del centro di Bari. L'organizzazione approfittava del fatto che erano senza liquidi e senza la possibilita' di accesso al credito bancario. Curiosi, quasi da 'Romanzo Criminale', i soprannomi di alcuni degli arrestati: Vito Parisi, 47 anni, detto 'Bocciul' (da qui il nome dell'operazione condotta dalla Finanza), capo dell’organizzazione e cugino del boss Savinuccio Parisi; Radames Parisi, 26 anni di Bari, detto 'Mames', figlio di Vito Parisi; Tommaso Parisi, 43 anni di Bari, detto 'U’ cines', cugino del boss Savinuccio; Vincenzo Girone, 64 anni, detto 'U sfreggiat', suocero di Tommaso Parisi; Emanuele Fiorentino, 25 anni, cugino di Antonio, con un soprannome simile, 'Cu' ciu''. E poi ancora Nicola Colonna, 49 anni, di Bari; Cataldo Palermo, 45 anni di Gioia del Colle, detto 'il benzinaio', Francesco Amendolagine, 59 anni, di Bitonto, detto 'Susina', Giuseppe Cortigiano, 62 anni di Bari. Ai domiciliari sono finiti anche Domenico Colonna, 75 anni di Bari, Cosimo Capasso, 30 anni, di Bari, Claudio Carnevale, 30 anni di Bari; Filippo Turi, 42 anni di Bari, Deborah Cannale, 34 anni di Modugno; Daniele Bottalico, 41 anni di Bari, detto 'Mago Ciccio'. 


Vittime usura diventavano usurai, clan adescava giocatori d'azzardo

Adescavano e coltivavano i propri clienti e vittime anche tra i giocatori d'azzardo, gli esponenti della organizzazione di presunti usurai sgominata questa mattina a Bari nel corso di una operazione condotta dal Gruppo Investigazioni Criminalita' Organizzata della Guardia di Finanza che ha effettuato 24 arresti, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I giocatori venivano contattati nei circoli privati, in particolare uno a Modugno, con promesse di grandi vincite nei Casino' d’Oltreadriatico. 
Venivano proposti loro pacchetti viaggio, tutto incluso, verso la Slovenia, la Croazia, San Pietroburgo e Cipro, vitto e soggiorno gratuiti in esclusivi alberghi con il solo impegno di comprare al Casino' fiches per 5 mila euro. Vito Parisi, considerato il capo dell'organizzazione, guadagnava 200 euro per ogni 'turista' inviato, oltre al 10% delle perdite da gioco. Ma la particolarita' dell’organizzazione e' quella di aver fatto diventare gli usurati a loro volta usurai. Ad alcuni imprenditori vittime del clan veniva proposto di presentare nuovi clienti bisognosi, dei quali garantivano la solvibilita', ma in cambio ricevano sconti sui tassi usurai a loro praticati. Una sorta di 'benefit' preso in prestito da una grande azienda di comunicazione televisiva che propone ai propri abbonati sconti ''se si presenta un amico''. 
E’ il ruolo che hanno deciso di svolgere alcuni imprenditori posti agli arresti domiciliari nell'operazione di stamane. L’inchiesta, che si e' avvalsa di tecniche investigative classiche e moderne (intercettazioni in testa), ha prodotto ottimi risultati solo per la preziosa collaborazione di alcuni imprenditori e negozianti baresi che hanno coraggiosamente deciso di denunciare i loro strozzini.I militari del GICO, oltre alle 24 ordinanze di custodia, hanno sequestrato agli indagati beni per un valore complessivo di 15 milioni di euro. Nel dettaglio: tre ville (a Bari e Modugno), 16 appartamenti (a Bari, Modugno, Ostuni, in provincia di Brindisi, e Melendugno in provincia di Lecce), un locale e due box (ad Acquaviva delle Fonti), 8 ditte individuali (a Bari e Modugno), 10 societa' (Bari, Triggiano e Modugno), 35 auto (molte di grossa cilindrata), 11 veicoli commerciali e 19 motocicli (alcuni di grossa cilindrata).
 

 

Scritto da : Pasquale Dibenedetto

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