|
Cronaca
di giovedì 26 agosto 2010 09:02
"Fare trekking con sosta notturna e meditazione è una cosa bella, esemplare, ammirevole, un’azione, quindi, altamente positiva". Lo sostiene Michele Monno, capogruppo del Partito Democratico alla Provincia di Bari a proposito della morte di don Francesco Cassol ucciso da un bracconiere nel Parco dell'Alta Murgia.
"La normalità della vita sociale - spiega - non è rappresentata dai divieti ma dalle azioni positive. Con questi valori diamo, commossi, l’addio a un sacerdote che aveva fatto del Parco dell’Alta Murgia un suo eremo, un suo pellegrinaggio, in compagnia di altri giovani del Veneto con i quali ci sentiamo legati, malgrado un’ospitalità negata", aggiunge Monno. "Oggi, dopo il cordoglio e le indagini, ci troviamo ad affrontare il problema del bracconaggio - dice - di cui non conoscevamo gli esatti contorni. Di sicuro è abbastanza tollerato, se si ritiene plausibile che un uomo possa imbracciare un fucile di notte nonostante il divieto di caccia vigente in una riserva naturale. Il Consiglio Provinciale ha recentemente approvato un regolamento per le battute di caccia al cinghiale al di fuori del Parco nazionale dell’Alta Murgia, con norme da rispettare per la sicurezza individuale e la salvaguardia dell’ambiente. I dirigenti del Parco dovrebbero, nel frattempo - prosegue Monno - garantire azioni preventive e repressive per arginare il fenomeno del bracconaggio".
Per questo il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio Provinciale ha chiesto al Presidente Schittulli "una costante ed attiva presenza della Provincia nelle attività dell’Ente Parco e di offrire un distaccamento di 20 vigili della Polizia Provinciale a supporto dell’attività di controllo contro i reati ambientali (incendi dolosi, smaltimento illegale di rifiuti, bracconaggio), con sede permanente nell’area del Parco nazionale dell’Alta Murgia".
Secondo il circolo del Pd di Altamura "nel Parco dell’Alta Murgia si è verificato un gravissimo incidente mortale, che si poteva e doveva evitare. Con la regolamentazione vigente, si desume che il nostro parco è di fatto ibernato. Ascoltiamo commenti autorevoli - prosegue la nota - che ci descrivono un territorio chiuso a chiave e non riserva libera gestita e fruibile da tutti coloro che lo desiderano.
Una mancata comunicazione all’ente parco, non può provocare la morte di un uomo che vuol dormire liberamente sotto le stelle.
Certamente se l’ attuale disciplina e controlli producono incidenti e bracconaggio, qualcosa non funziona. La tempestività con la quale si è risolto il caso, ci fa riflettere. Si sanno chi sono i bracconieri e le cause che producono il bracconaggio. Invitiamo l’ amministrazione comunale a non insistere su battaglie di retroguardia - conclude il comunicato del Pd - per la perimetrazione del parco, ma per la sua competenza e responsabilità, faccia valere le prerogative del più titolato comune della murgia. Dia la delega ad un assessore al Parco dell’Alta Murgia per risolvere i problemi degli operatori agricoli, allevatori e cittadini che vogliono fruire di tale bene. Per un diritto che viene ancora negato".
Scritto da : Pasquale Dibenedetto
Quanto trovi interessante la notizia?":
(3 voti)
|