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Altamura, il giudice ordina due mesi di stop ad una radio locale |
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di martedì 20 settembre 2005 22:29
Troppe querele per diffamazione e la radio viene "spenta". E’ quanto accaduto ad un’emittente locale di Altamura al cui giornalista-conduttore e direttore responsabile è stata imposta dalla Procura
Troppe querele per diffamazione e la radio viene "spenta". E’ quanto accaduto ad un’emittente locale di Altamura al cui giornalista-conduttore e direttore responsabile è stata imposta dalla Procura una misura cautelare personale di interdizione per due mesi. Il provvedimento ha colpito "Radio Regio Stereo", un’emittente popolare e molto seguita. Tutto ruota intorno ad Alessio Dipalo, amato-odiato, noto per le sue trasmissioni di denuncia, dal linguaggio diretto e dai toni accesi. Dodici querelanti tra cui amministratori della passata giunta di centrosinistra, uomini di centrodestra, altre cariche istituzionali, il titolare della tv locale e noti imprenditori, si sono sentiti offesi ed infangati dalle pubbliche invettive ed hanno messo nero su bianco. Le querele sono confluite nella misura cautelare personale firmata dal gip Chiara Civitano, su richiesta del pm Marco Dinapoli, che per "diffamazione pluriaggravata e continuata" ha imposto a Dipalo il divieto per due mesi di esercitare il suo ruolo giornalistico e di esercitare la radiodiffusione. Per i magistrati, che nel corposo provvedimento elencano numerosi episodi, c’è il pericolo della "reiterazione". Di fatto quindi la radio è d’un colpo diventata muta. Zittiti anche i tormentoni della sveglia musicale e dei brani a richiesta.
Dipalo intanto avvia le azioni di difesa: presenterà un’istanza al Tribunale del Riesame. Sottolinea il diritto sancito dalla Costituzione del "diritto di parola e di pensiero". E una nota puntualizza: "Nell’ordinanza Dipalo è indicato erroneamente come proprietario e gestore dell’emittente, invece la medesima è retta da un’associazione senza fini di lucro (Radio Regio Stereo onlus, ndr). La diffamazione riguarderebbe alcuni brani estrapolati da trasmissioni andate in onda negli ultimi 4 anni e delle quali l’emittente si riserva di mettere a disposizione della magistratura le registrazioni complete per accertare la verità dei fatti". Dipalo si è anche dimesso da presidente della onlus.
E mentre l’interessato consulta l’Ordine dei giornalisti e scrive a "Striscia la notizia", non manca dall’altra parte chi esulta ritenendo che "aveva superato il limite" o che "giustizia è fatta dopo anni di offese". In città si apre il dibattito tra innocentisti e colpevolisti, tra numerose e pubbliche attestazioni di solidarietà o prese di posizione favorevoli. Una vicenda quindi strapaesana nei fatti ma anche singolare. Forse un caso unico in Italia per i contenuti del provvedimento che hanno comportato l’interruzione delle attività sia del singolo ma anche dell’intera emittente.
Scritto da : Onofrio Bruno
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