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Politica
di venerdì 28 maggio 2010 11:02
Il completamento della giunta Stacca ruota intorno alla presidenza del Consiglio comunale contesa da Rinnovamento, che esprime quattro consiglieri, e dal Pdl, che ne esprime otto e che è la forza maggiore della coalizione di centrodestra che ha stravinto le elezioni comunali ad Altamura.
Dopo le nomine di Vito Zaccaria (Pdl) e Vito Casiello (Udc) ai quali si sono affiancati
Raffaella Petronelli (indicata dalla Lista Schittulli che è in consiglio con due consiglieri) e Vincenzo Schiraldi (indicato da tre liste che hanno ottenuto un consigliere a testa e che al tavolo delle trattative si sono presentate insieme e cioè la Puglia Prima di Tutto, Mpa-La Destra e Altamura Città Futuro), mancano ancora quattro assessori.
Che sia la presidenza il nodo da sciogliere lo conferma il sindaco Mario Stacca (“il problema è quello”, dice). Il primo cittadino sembra, invece, più ottimista sulle nomine degli assessori. “Mancano solo i nomi”, aggiunge.
In realtà anche il numero degli assessori sembra dipendere dalla destinazione della carica di presidente del Consiglio: se dovesse andare a Rinnovamento, quest’ultima forza politica potrebbe avere un solo assessore (anche se le richieste iniziali erano più alte) e il Pdl quattro, compreso Zaccaria; viceversa, se dovesse andare al Pdl, quest’ultimo partito potrebbe avere tre assessori, compreso Zaccaria, e Rinnovamento due.
Il raggiungimento di un equilibrio dipenderà anche dal peso delle deleghe che allo stato attuale non sono state assegnate. Per quanto riguarda l’Udc (tre consiglieri), Casiello conferma, che, “essendo la terza forza della coalizione, ha chiesto una delega importante e la carica di vicesindaco poiché quella di primo cittadino, Mario Stacca, è espressione del Pdl. L'altra, cioè quella di presidente del Consiglio dovrebbe andare alla seconda forza” e quindi a Rinnovamento. Non è sicuro che Casiello continuerà a essere l’assessore in quota Udc.
Rispetto alla scorsa amministrazione, il numero di assessori è sceso da dieci a otto come stabilito dal decreto “Brunetta”. “Peccato”, sospira il sindaco. E’ mutato però il numero di forze politiche della maggioranza, ben 8, e di consiglieri, 21. L’ottava lista, la Democrazia Cristiana, in questo quadro rimarrebbe a mani vuote anche se il sindaco, in una intervista post elezioni, ha garantito posti di sottogoverno a tutte le forze della coalizione.
Il paradosso è che, nonostante un sindaco che ha riportato oltre il 61% dei voti al primo turno e una maggioranza che ha ottenuto oltre il 66%, la coalizione fatica ancora a trovare una propria stabilità. “Rientra nella fisiologia – afferma Zaccaria – bisogna solo dimostrare un po’ di maturità”.
Entro lunedì 31 maggio occorre decidere la data del primo consiglio comunale che dovrà svolgersi nella prima data utile nei dieci giorni successivi.
Scritto da : Pasquale Dibenedetto
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