|
Società
di giovedì 11 marzo 2010 15:32
Anche a Santeramo, così come ad Altamura e Bari, si discute di delocalizzare le antenne radio-televisive.
Se ne sta occupando la Consulta Ambiente del Comune, presieduta da Donato Pasquino. L'argomento è il "Piano di delocalizzazione delle antenne radio-televisive dal centro urbano e dalla zona di Jazzitello". Lo spinoso argomento è stato illustrato da Giacomo Bongallino, tecnico incaricato insieme al professor Vito Capozzi, di redigere l’atto di programmazione da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale.
Con l’ausilio di videoproiezioni, Bongallino ha illustrato l’attuale situazione degli insediamenti radio-televisivi, frutto di un accurato lavoro di censimento di tutto il sistema e di verifica dei titoli autorizzatori. "Da questa meticolosa ricognizione è emerso un quadro disordinato e confuso - si legge in un comunicato del Comune - frutto della poca attenzione prestata sino ad ora al problema e che per decenni ha consentito ai gestori di installare liberamente e impunemente i propri apparati in spregio a qualsiasi norma legislaslativa o regolamentare". Il Piano redatto e che si sottopone al parere della Consulta – ha spiegato – muove "dalla imprescindibile presa d’atto della conformazione morfologica del nostro territorio che fa di Santeramo il Comune più alto dell’Alta Murgia e, come tale, la sua posizione è ideale e ambita per la installazione di tralicci, impianti, ponti-radio e antenne radio-televisive che dalla zona di Jazzitello irradiano verso il tarantino e lo Jonio e dalla zona della Guardiola verso la Basilicata".
Sulla base delle simulazioni effettuate con l’ausilio di un software specifico, è stato rilevato che non è possibile trasferire sui tralicci esistenti in contrada Faccilusso e in contrada Guardiola tutti gli impianti installati all’interno del centro urbano e nella zona di Jazzitello perché, così operando, i campi elettromagnetici aumenterebbero notevolmente ed andrebbero ad investire il centro cittadino. Ed è proprio questa la ragione che ha imposto di individuare altre aree da destinare alla delocalizzazione degli impianti esistenti all’interno del centro urbano e nella zona di Jazzitello.
Questa, inoltre, è una scelta obbligata in quanto, nel settore delle comunicazioni elettroniche, l’art. 3 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, approvato con D.Lgs. 1.08.2003, n. 259, garantisce il diritto di iniziativa economica ed il suo libero esercizio in regime di concorrenza poiché la fornitura delle relative reti e dei relativi servizi è libera e di preminente interesse generale.
La Consulta ha approvato il Piano che ora passa al consiglio comunale.
Scritto da : Redazione
Quanto trovi interessante la notizia?":
(13 voti)
|