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Cronaca
di lunedì 01 marzo 2010 17:03
Sarà presto interrogato il 38enne albanese arrestato sabato mattina dalla polizia a Gravina con la pesantissima accusa di aver violentato la figlia, oggi 15enne, per tre anni. La triste realtà è emersa grazie ai racconti che la ragazza ha fatto alla madre. La donna ha avuto il coraggio di andare fino in fondo per conoscere la verità.
Sabato mattina gli agenti del locale commissariato, guidati dalla dottoressa Maria Laura Bruno, si sono presentati a casa del 38enne e gli hanno notificato un ordine di arresto emesso su richiesta del sostituto procuratore Manfredi Dini Ciacci. Lo hanno quindi condotto al carcere di Bari, a disposizione dell'autorità inquirente che ora raccoglierà la sua versione difensiva e deciderà di conseguenza.
L'azione degli investigatori e della magistratura è stata molto rapida. Solo tre giorni dalla denuncia, presentata il 24 febbraio. La polizia ha scoperto tutto quando la madre ha portato la figlia al consultorio per una visita. La ragazza aveva rivelato ciò di cui era stata oggetto ad opera del padre. La madre ha preso l'unica decisione possibile che richiede comunque grande forza: ha voluto conoscere la verità. Tutta la verità.
Ed ha scoperto che quando aveva 12 anni la ragazza era stata inizialmente oggetto di palpeggiamenti da parte del padre. Poi è stato un crescendo verso l'incubo. Fino alla violenza sessuale. Accompagnata dalle minacce per non dire niente a nessuno. L'uomo - stando ai racconti della ragazza - approfittava dell'assenza per lavoro della moglie e di un altro figlio per mettere in atto i suoi turpi propositi.
Subito dopo la denuncia, è scattato il piano per tutelare la ragazza che è stata allontanata dall'abitazione e portata in una comunità protetta. Il padre non ha sospettato niente. Gli è stato raccontato infatti che per due giorni doveva farsi degli esami in ospedale. Il tempo necessario per inviare l'informativa al magistrato e per consentire al tribunale di emettere la misura cautelare in carcere.
L'incubo dell'adolescente è ora finito. Anche se inizia un cammino difficile per recuperare la serenità e l'innocenza perdute.
La verità dell'uomo sarà ora messa a confronto dal giudice con il brutto racconto fatto dalla ragazza. Il 38enne ha negato tutto. Ed ora spetta ai magistrati capire se dice il falso oppure no.
Scritto da : Onofrio Bruno
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