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Politica
di lunedì 22 febbraio 2010 12:10
Parte oggi il nuovo corso dei servizi sociali della Murgia con la Conferenza di servizi tra i Comuni di Altamura, Gravina, Santeramo e Poggiorsini, Provincia di Bari e Regione Puglia che darà quasi certamente il via libera al Piano sociale di zona 2010-2012.
Dopo l’approvazione della Convenzione in tutte le quattro assemblee comunali e della bozza nel Consiglio del Comune capofila, cioè Altamura, si può passare alla fase esecutiva. Il Piano serve a organizzare in modo più efficiente quei provvedimenti di inclusione sociale di soggetti particolarmente svantaggiati: immigrati, minori a rischio, disabili, anziani, tossicodipendenti, poveri e altre categorie.
Ma quali sono i vantaggi? “Le risorse aggiuntive possibili grazie al Piano - spiega l’assessore ai Servizi sociali e vicesindaco del Comune di Altamura Antonello Laterza - consentiranno maggiore efficienza e servizi migliori. L’istituzione della Porta Unica di accesso e l’Unita’ di valutazione multidisciplinare permetteranno di inquadrare velocemente il caso e di smistarlo verso l’organismo di riferimento”.
Lavorare in rete tra i quattro comuni diventa decisivo. “Siamo stati abituati al rapporto diretto tra il Comune e l’utente mentre d’ora in poi si passerà finalmente a gestire questo rapporto con la collaborazione delle strutture del territorio”. Redigere il Piano è stato difficile, perché si è dovuto tenere conto di vari criteri (popolazione, bisogni) e poi cercare di superare e armonizzare impostazioni peculiari già presenti in ogni Comune. “Nell’Ufficio di Piano, il braccio esecutivo con sede ad Altamura, saranno presenti i dirigenti di tutti i Comuni, in modo da tutelarne le singole esigenze in una gestione unitaria”, aggiunge Laterza. Altro vantaggio, secondo il vicesindaco, è la possibilità “di spostare con elasticità, superando il criterio delle percentuali prefissate”, le risorse da un settore all’altro, a seconda delle necessità che di volta in volta si presenteranno, “purchè venga garantito l’obiettivo minimo di servizio”. Inoltre, l’individuazione di un unico rappresentante per ciascun comune delle varie associazioni o cooperative di settore “mediante i tavoli di concertazione e di co-progettazione, renderà più snella la procedura”.
Dolente rimane il capitolo delle risorse che, per il triennio e per l’intero ambito, ammontano a 12 milioni di euro tra fondi nazionali (i più ridotti), regionali (i più consistenti) e comunali (una quota parte del 30-32%).
“Sono pochi”, sottolinea Laterza. “Se volessimo attenerci alle schede progettuali allegate alla bozza del piano avremmo bisogno di 70 milioni. Io vorrei dare tutto a tutti ma purtroppo mi devo scontrare con la realtà. Ipotizzando che ad Altamura arrivi circa 1 milione e 800 mila euro in un anno, occorre considerare che 1 milione e 100 sono necessari per le rette dei minori a rischio. Con il resto devo finanziare l’assistenza specialistica, l’home maker, il centro per anziani, la seconda ausilioteca, i contributi per i fitti, l’assegno di prima dote, l’assegno di cura ecc.. Per i progetti aggiuntivi i Comuni, che se lo possono permettere, integrano con risorse proprie”.
La bozza di Piano è stata approvata dal consiglio comunale all’unanimità. “Il Comune capofila - dice il consigliere Michele Cornacchia, del Pd - è stato incapace di svolgere quel ruolo, non comprendendo ad esempio l’importanza dell’ufficio di piano. Si sono persi tre anni negando servizi all’utente, perché era più semplice gestire autonomamente questo settore. D’ora in poi non ci sono più alibi. Purtroppo siamo stati inascoltati, con una serie di conseguenze: per dirne solo una, il centro socio-assistenziale per disabili ad Altamura si è aperto dopo un anno rispetto agli altri Comuni. Con il miglioramento della convenzione e l’istituzione dell’ufficio di piano, la frantumazione non dovrebbe esserci più”.
Scritto da : Pasquale Dibenedetto
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