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Raccolta differenziata: ad Altamura stenta a crescere PDF Stampa E-mail
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Scritto da Pasquale Dibenedetto   
lunedì 08 febbraio 2010

Fatica a crescere la raccolta differenziata dei rifiuti ad Altamura. Nel 2009 (dati disponibili fino a novembre) si attesta al 10,7% di media con una tendenza negli ultimi mesi a calare addirittura sotto il 9% mentre a giugno aveva superato il 13%.

“Praticamente si tratta della stessa percentuale del 2007 e del 2008”, fa notare il consigliere comunale del Movimento Aria Fresca Enzo Colonna. “Un quadro desolante che non sembra interessare a nessuno, non certo al sindaco e alla sua maggioranza e alla politica in generale”. Secondo Colonna, “a parte i profili di natura ambientale”, si tratta di “un danno secco a carico dei cittadini” che si traduce “nel pagamento della tassa regionale per lo smaltimento in discarica nella misura più alta, cioè 15 euro per ogni tonnellata non differenziata anche per il 2010, proprio perché non abbiamo raggiunto nessuno degli obiettivi fissati a livello regionale”.
Quest’anno la Tarsu non sarà ritoccata ma Colonna sottolinea che, da quando è in carica questa amministrazione, “è aumentata del 55%”. E le previsioni per il futuro non sono incoraggianti.  “Crescerà sicuramente l’anno prossimo. Non averla  incrementata quest’anno è una manovra puramente elettoralistica. Infatti, per il 2010, con i tributi dei cittadini, si riesce a coprire soltanto il 75% del costo del servizio rifiuti. L’anno scorso era l’81%. La differenza la copre il Comune con altre risorse, con gli introiti di altre imposte che gravano sempre sui cittadini”. La soluzione, per il leader di Aria Fresca, è “la risoluzione del contratto capestro” con la ditta Tradeco “divenuto eccessivamente oneroso per la collettività ed in buona parte disatteso”.

Secondo il bilancio di previsione, approvato a fine anno, la spesa complessiva per i rifiuti ammonta a 8 milioni e 800 mila euro, quasi un quarto di tutta la spesa corrente del Comune, tra servizio di raccolta e smaltimento, trasporto fuori bacino (nella discarica di Trani) ed ecotassa. Aumentare il livello di differenziata sarebbe possibile se ad esempio si riuscisse ad avviare la raccolta dell’umido.

La partenza era prevista già nei mesi scorsi ma sta incontrando difficoltà e ritardi tanto che il consigliere comunale del Pd, Dionigi Loiudice ha denunciato “l’abbandono di trentamila contenitori già acquistati e spostati da una parte all’altra”.

L’umido verrà portato fuori bacino a Laterza, in provincia di Taranto. Sono pronti anche i compattatori e le buste biodegradabili. A questo proposito il sindaco Mario Stacca ha spiegato che “si sta facendo un’indagine di mercato per la distribuzione delle pattumiere ai cittadini per garantire trasparenza ed economia. Ci sono già due preventivi, ne stiamo aspettando un terzo. Comunque è un problema cercare di interpretare il contratto dissennato e confusionario sottoscritto nel 2001. Un professore universitario ci sta indicando la strada migliore per l’ampliamento del servizio. In questo contratto nulla è chiaro".

La Tradeco ritiene che la distribuzione del materiale non rientra tra i suoi compiti e chiede 30 mila euro in più. Ma potrebbe essere anche un'altra la ditta a effettuare la distribuzione. Per questo e' in corso un'indagine di mercato.  “C’e’ un contenzioso con la ditta - sottolinea il sindaco - che condiziona anche la possibilità dell’inizio in tempi brevissimi della raccolta dell’umido. Se ci fosse la piena collaborazione dei commercianti e di tutti i residenti, la differenziata potrebbe raggiungere il 22-24%. Ma non la realizza il Comune, sono i cittadini che la devono fare sotto la spinta dell’amministrazione”.
Sui dati della raccolta differenziata, mentre il primo cittadino afferma che con la sua amministrazione la differenziata “è salita dal 3 al 13-14%”, Colonna fa notare che bisogna considerare il dato di partenza del 2004, e cioè l’anno precedente all’insediamento di Stacca, “quando era al 5,4%”. Il sindaco ricorda, infine che “i costi per il trasporto dell’umido non sarebbero compensati dal possibile risparmio sull’ecotassa che, peraltro, pagano quasi tutti i Comuni della provincia di Bari e della Puglia”. Quanto alle tasse “è da due anni che non si paga la Tarsu”.





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