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di domenica 05 aprile 2009 10:14
Inizia una lunga campagna elettorale. Si vota per le Europee, per le Provinciali di Bari e della BAT (che nasce ufficialmente), per il Comune di Gravina. Sono le prove generali per il 2010 in cui si voterà soprattutto per le Regionali in Puglia e Basilicata. E' partita la "giostra". Chi sale, chi scende. Volti nuovi in vecchi partiti, volti vecchi in nuovi partiti o tutti e due. Liste, listoni, listini, listarelle. Politici consumati e novizi, coerenti con il loro passato o riciclati. Antipolitici in politica. Oppure politici di "rottura". Vedremo questo e tanto altro. E non è una novità. E' legittimo del resto che ciascuno coltivi le proprie ambizioni ed aspirazioni personali. E' lecito tuttavia chiedere a tutti costoro quali sono le loro ricette e qual è la loro visione. Non si vorrebbe infatti che le elezioni diventino solo uno sfoggio di muscoli in cui i temi siano dettati dall'agenda nazionale. O meglio: dal berlusconismo o dall'anti-berlusconismo. Quali politiche (protezionistiche o riformiste) i candidati alle Europee immaginano per la ripresa economica, prima emergenza? Quali idee hanno dell'ulteriore allargamento ai Balcani e ad altri Paesi dell'Est? Quali rimedi propongono per i massicci flussi di immigrati che entrando in Italia o in Grecia o in Spagna diventano anche una questione europea, quindi di tutti noi? E qual è il ruolo di una Provincia oggi, schiacciata tra le competenze della Regione e dei Comuni? Che ruolo possono giocare per lo sviluppo del territorio? Come devono coordinare le filiere economiche? Ecco. Questi potrebbero essere alcuni degli argomenti di una campagna elettorale matura. Temo invece che vedremo la solita dialettica del tipo "noi" e "voi", "abbiamo fatto questo" o "non avete fatto quest'altro". Diciamoci chiaramente che un confronto di questo tipo comunica le differenze di campo, gioca sulla simpatia per il leader di turno e viene pertanto subito percepito dall'elettorato meno interessato alla sostanza. Essere di destra o di sinistra o di centro, in fondo, rischia di non essere molto diverso dal "tifo" sportivo, essere cioè milanisti o juventini o interisti (l'ordine di elencazione è ovviamente casuale). Perché se non c'è interesse sui temi, è semplice "tifo" politico. Questa è infatti l'altra sfida. Non chiedersi cosa i candidati propongono ma essere partecipi e stimolarli direttamente sul terreno delle questioni che contano. Onofrio Bruno Aggiungi ai preferiti (0)
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Scritto da : Onofrio Bruno
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