1. Ricordi Scritto da Pasquale Dibenedetto, il 25-02-2009 09:12 La caserma dei vigili del fuoco, l’ospedale, la Pretura, l’ufficio del Lavoro, l’Inps. I grandi progetti ma anche i problemi delle persone più semplici: era questa la pratica politica di Fabio Perinei. Un’attenzione agli umili che lo accomunava all’autore che amava di più, Pier Paolo Pasolini. Ma Fabio non era rinchiuso nel piccolo orticello del localismo: era rispettoso delle idee degli altri e allo stesso tempo molto deciso e coerente nelle proprie. Fu uno dei pochi deputati del Pci che si espressero chiaramente contro la partecipazione dell’Italia alla prima guerra in Iraq nel 1991. La pace era uno degli altri baluardi della sua infaticabile attività politica. Non a caso una bandiera arcobaleno è stata messa ai piedi della bara che lo ha accompagnato nell’ultimo viaggio. La sua oratoria, trascinante e passionale, aveva spazio per la sana retorica, mai per la demagogia, tantomeno per il populismo e sapeva rimanere un’espressione autentica dei suoi ideali. E, quando fu lontano dall’attività politica, continuò a battersi per il bene e gli interessi della comunità, dando vita, ad esempio, a esperienze straordinarie come quella del Comitato per il bicentenario del 1799, il momento in cui personalmente l’ho conosciuto meglio, un gruppo che riuscì a produrre dei momenti culturali straordinari, tanto che, se proprio dovessi scegliere, più che come politico, preferirei ricordare Fabio Perinei come straordinario uomo e animatore di cultura. Pasquale Dibenedetto null
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