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Notizie OnLine - L'informazione delle province di Bari e Matera
Category >> politica

dic 20
2010

Sto con Assange, non con Wikileaks

Scritto da obruno in politicaattualità

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Ho accolto con piacere la notizia della liberazione - su cauzione - di Julian Assange, portavoce di Wikileaks, il nuovo strumento di comunicazione che sta travolgendo le relazioni diplomatiche tra i Paesi del mondo. Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione e come tutte le rivoluzioni non sappiamo dove porterà.

L'arresto di Julian Assange a Londra è stato motivato da un mandato di arresto europeo della Svezia che lo accusa di stupro per aver avuto rapporti consensuali con due donne ma senza usare il preservativo. Nel Paese scandinavo, a quanto pare, ciò è vietato. Assange parla di un complotto ai suoi danni. In genere non sono "complottista", non credo alle dietrologie. Stavolta faccio un'eccezione. La vicenda puzza.

Non è l'uomo ma lo strumento, Wikileaks, che non mi convince. Non mi sembra fare un'operazione planetaria di informazione questo immane lavoro di mettere a nudo le relazioni diplomatiche, o meglio ciò che dicono, pensano e scrivono ambasciatori ed incaricati di affari degli Stati Uniti. Perché siamo sempre di fronte ad un punto di vista. Che è di parte, deve essere rispondente agli interessi generali di chi lo emette. E può essere sbagliato. E molte volte certamente lo è.

La diplomazia è necessaria. Le relazioni tra i leader sono relazioni tra Stati. Relazioni tra Stati sovrani che passano attraverso degli uomini. Non è il giudizio sugli uomini che deve condizionare le relazioni tra Stati. E' allora fuorviante mettere a nudo la diplomazia, una "maschera" che garantisce i rapporti tra Nazioni e che lascia alle veline ("cablogrammi") i giudizi sugli uomini e su chi le rappresenta.

gen 12
2010

Elezioni, tempo di scelte

Scritto da obruno in Pugliapoliticaelezioni

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Il panorama pugliese offre un quadro molto incerto nella prospettiva delle prossime elezioni.

La situazione maggiormente sotto i riflettori è quella del centrosinistra ma nel frattempo nemmeno nella coalizione avversaria, che aspira a riconquistare la Regione Puglia, è stata compiuta la scelta del candidato.

Di curioso c'è che tutti dicono di anteporre i programmi ai nomi, in realtà non c'è nemmeno l'ombra di un tema che sia stato affrontato. La verità è che finora si sono fatte solo "nominations". Verrà il tempo dei programmi. A legislatura iniziata, forse.

Onofrio Bruno

P.S. Per gli aggiornamenti in tempo reale:

www.lagazzettadelmezzogiorno.it

dic 05
2009

Fantapolitica... ma non troppo!

Scritto da obruno in VendolaPugliapoliticaPoli BortoneEmilianoattualità

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Comunque uno la pensi, Nichi Vendola ha il pieno diritto di ricandidarsi in Puglia alle elezioni regionali. Ha governato stabilmente ed ha realizzato politiche innovative anche se in due settori - sanità e gestione dei rifiuti - non è riuscito ad imporre un reale cambiamento. Sul suo operato è giusto che raccolga nelle urne il giudizio dei cittadini.

Invece a Vendola questo diritto non è garantito dagli stessi partiti (Partito democratico in primis) con cui ha governato e con cui, non dimentichiamolo, ancora governa in piena concordia. Ma non c'è nulla da stupirsi se ciò accade. Ormai decidono tutti i partiti. Del resto l'Italia è il Paese in cui, quando si vota per il Parlamento, se ne conosce già per due terzi la composizione perché deputati e senatori non sono più scelti dal popolo ma nominati dalle segreterie dei partiti ed eletti sulla base di un consenso dato ad un partito e ad una coalizione e non ad una persona. (A proposito c'è ancora in Italia un partito che voglia sanare questo vulnus alla sovranità popolare, soprattutto tra quelli che usana la parola "democrazia" ad ogni batter di ciglia?)

Per questo non mi sorprende la cinica realpolitik del Partito democratico che non vuole Vendola perché i sondaggi dicono che non è il candidato che oggi garantisce più voti in Puglia. A differenza di Emiliano.

E allora nemmeno mi sorprenderò se a marzo in Puglia i cittadini saranno chiamati a scegliere tra Emiliano per il centrosinistra e Adriana Poli Bortone per il centrodestra.

Staremo a vedere.

nov 04
2009

Non c'è più religione

Scritto da obruno in religionepoliticaattualità

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Non c'è più religione...

E' proprio il caso di dirlo dopo la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha stabilito che il crocifisso nelle aule delle scuole può violare la libertà religiosa.

L'istanza della cittadina è legittima perché si richiama alla laicità dello Stato, per cui la scuola non deve essere "confessionale".

Ma perché vietare, rimuovere, togliere il crocifisso? Non è meglio sancire che, qualora lo si voglia, si possano aggiungere anche i simboli di altre religioni?

Meglio "aggiungere" che "annullare".

ott 08
2009

La politica non è l'algebra

Scritto da obruno in politicainformazioneberlusconiattualità

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Dopo la bocciatura del lodo-Alfano, Berlusconi ha riproposto il complotto del "concerto di sinistra" in tutte le articolazioni dello Stato e della libera stampa, tirando in ballo anche il Capo dello Stato che, sì, è di scuola politica comunista, d'accordo, ma il lodo l'ha firmato come pure ha fatto con lo scudo fiscale.

Dall'altra parte c'è invece chi sostiene che in Italia viga un regime berlusconiano che fa leva sull'informazione ed in special modo sulle televisioni. E guardacaso lo può dire anche sui giornali e sulle tv.

Politicamente, è esercizio quotidiano tenere insieme anche realtà contraddittorie. Valgono entrambe.

Algebricamente, sono due "verità" di segno contrapposto e di pari tenore (regime è uno e regime è l'altro). E quindi si elidono.

Evviva l'algebra.

giu 11
2009

Voto tre "sì" ai referendum

Scritto da obruno in referendumpoliticaelezioni

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Molti, ma non tutti, sanno che il 21 ed il 22 giugno si vota per il referendum.

Pochi sanno che sono tre quesiti.

Ancora meno sanno cosa riguardano.

In poche parole, i quesiti riguardano la modifica della legge elettorale in modo da favorire un bipartitismo. Attenzione, è cosa diversa dal bipolarismo. Con il bipartitismo si avrebbero soltanto due partiti, come ad esempio negli Stati Uniti (Democratici e Repubblicani). Oggi in Italia c'è un bipolarismo imperfetto. Dovrebbero esserci due coalizioni, invece ci sono due partiti principali ed una miriade di altri partiti, piccoli o microscopici.

Il voto del 6 e del 7 giugno, che ha premiato la Lega e l'Italia dei valori, ha in pratica detto che gli italiani non vogliono due poli, figurarsi se vogliono due soli maxi-partiti.

Eppure, sono dell'idea che sia arrivato il momento di osare. Provare un sistema nuovo. Che ci faccia uscire da una frammentazione per cui in un'elezione provinciale si devono vedere 22 liste con altrettanti candidati,  magari a pestarsi i piedi tra loro per prendere i voti dagli stessi bacini elettorali di riferimento. E che si deve votare su una scheda che è un lenzuolo (avete fatto caso alla differenza tra la scheda gialla e quella arancione delle Europee?).

Cosa prevedono di fatto i referendum. I primi due vogliono cancellare la possibilità di assegnare il premio di maggioranza al Senato ed alla Camera ad una coalizione. Il premio andrebbe cioè solo alla lista più suffragata. Il terzo quesito abolisce le multi-candidature. Avete presente quelle elezioni (esempio a caso, le Europee) in cui un candidato si presenta in più circoscrizioni, viene eletto in tutte e poi ne sceglie una ufficialmente, "miracolando" solo un primo dei non eletti e deludendo le aspettative di altri non eletti?

Non so se il quorum sarà raggiunto. Ma perlomeno si potrà parlare di dare finalmente la spallata all'attuale legge elettorale che non consente di "eleggere" i parlamentari italiani che sono invece "nominati" dalle segreterie dei partiti e di fatto "ratificati" dal popolo.

Proviamo a cambiare. Chissà...

Andrò a votare. Tre sì.

Onofrio Bruno

P.S. Per una conoscenza approfondita dei quesiti consultate il sito del Comitato organizzatore: http://www.referendumelettorale.org/ . Ovviamente il dibattito è aperto. Si possono segnalare siti internet o comitati che la pensano diversamente.

apr 05
2009

Inizia la campagna elettorale: non sia solo una giostra

Scritto da obruno in politicaelezioni

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Inizia una lunga campagna elettorale. Si vota per le Europee, per le Provinciali di

Bari e della BAT (che nasce ufficialmente), per il Comune di Gravina. Sono le prove

generali per il 2010 in cui si voterà soprattutto per le Regionali in Puglia e

Basilicata.

E' partita la "giostra". Chi sale, chi scende. Volti nuovi in vecchi partiti, volti

vecchi in nuovi partiti o tutti e due. Liste, listoni, listini, listarelle. Politici

consumati e novizi, coerenti con il loro passato o riciclati. Antipolitici in

politica. Oppure politici di "rottura". Vedremo questo e tanto altro. E non è una

novità.

E' legittimo del resto che ciascuno coltivi le proprie ambizioni ed aspirazioni

personali.

E' lecito tuttavia chiedere a tutti costoro quali sono le loro ricette e qual è la

loro visione. Non si vorrebbe infatti che le elezioni diventino solo uno sfoggio di

muscoli in cui i temi siano dettati dall'agenda nazionale. O meglio: dal

berlusconismo o dall'anti-berlusconismo.

Quali politiche (protezionistiche o riformiste) i candidati alle Europee immaginano

per la ripresa economica, prima emergenza? Quali idee hanno dell'ulteriore

allargamento ai Balcani e ad altri Paesi dell'Est? Quali rimedi propongono per i

massicci flussi di immigrati che entrando in Italia o in Grecia o in Spagna diventano

anche una questione europea, quindi di tutti noi?

E qual è il ruolo di una Provincia oggi, schiacciata tra le competenze della Regione

e dei Comuni? Che ruolo possono giocare per lo sviluppo del territorio? Come devono

coordinare le filiere economiche?

Ecco. Questi potrebbero essere alcuni degli argomenti di una campagna elettorale

matura. Temo invece che vedremo la solita dialettica del tipo "noi" e "voi", "abbiamo

fatto questo" o "non avete fatto quest'altro". Diciamoci chiaramente che un confronto

di questo tipo comunica le differenze di campo, gioca sulla simpatia per il leader di

turno e viene pertanto subito percepito dall'elettorato meno interessato alla

sostanza. Essere di destra o di sinistra o di centro, in fondo, rischia di non essere

molto diverso dal "tifo" sportivo, essere cioè milanisti o juventini o interisti

(l'ordine di elencazione è ovviamente casuale). Perché se non c'è interesse sui temi,

è semplice "tifo" politico.

Questa è infatti l'altra sfida. Non chiedersi cosa i candidati propongono ma essere

partecipi e stimolarli direttamente sul terreno delle questioni che contano.

 Onofrio Bruno

feb 22
2009

Perinei, un uomo fuori dalla casta

Scritto da obruno in politicainformazioneAltamura

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E' morto Fabio Perinei, già sindaco di Altamura e parlamentare della Murgia.

Politico al servizio della gente, agli antipodi della "casta". E raffinato uomo di cultura dei "pensieri lunghi". 

In tanti ad Altamura lo hanno conosciuto bene e possono raccontarlo degnamente.

L'ho conosciuto. E mi permetto una riflessione personale. Fabio Perinei è stato tutto quello che oggi gli viene riconosciuto. In più aveva un'altra dote, oggi più difficile da trovare: equilibrio e rispetto nel rapporto tra politica ed informazione. Mai una telefonata per dirmi che avevo svirgolato, mai un richiamo per chiedere più spazio, mai un'interferenza o un condizionamento.

L'informazione ha il diritto-dovere di raccontare l'operato di chi fa politica perché la gente sappia, e non il contrario. E' un controllo sociale che serve a tutti (purché sia serio e corretto, beninteso). Nel suo modo di relazionarsi con il mondo dell'informazione Fabio Perinei è stato sempre limpido. Anche questa è una lezione che lascia.

nov 06
2008

Yes, I hope

Scritto da obruno in politicageo-politica

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di Onofrio Bruno

"Yes, we can". Obama ha vinto.
"Yes, I hope". Sì, lo spero, che il mondo sia davvero migliore.

Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, salutato in tutto il mondo da una ventata di entusiasmo che sarà per lui la vera e più grande responsabilità nell'assumere la guida del gigante americano. Un entusiasmo pari a quella che suscitavano i fratelli John e Bob Kennedy o Martin Luther King, pioneri del "cambiamento". "Change" è la parola d'ordine di Obama. E sono certo che il mondo lo coccolerà meglio di quanto ha fatto per i Kennedy o per Luther King.

Tutti speriamo in un mondo migliore. L'economia ha i suoi cicli e quello attuale è arduo. La grande emergenza ambientale è la sostenibilità del pianeta che passa attraverso il ripensamento totale dei modelli energetici. Per tutto questo il mondo sembra affidarsi proprio ad Obama. E' la persona migliore per la grande "traversata del deserto" che ci attende tutti.

Seguo Obama da quando il "Time" ne profetizzò due anni fa l'elezione, in tempi non sospetti, quando non lo conoscevano le folle che ora lo adorano.  

--->Vedi quella copertina: http://www.time.com/time/covers/0,16641,20061023,00.html

Posso permettermi allora di fare un po' il guastafeste dicendo quel che penso: le elezioni presidenziali americane sono state sopravvalutate in questa ottica planetaria a tutti i costi. Non si è tenuto conto che l'elezione di Obama è principalmente un voto "interno" agli Usa. Che ha il suo sistema economico, sanitario, legislativo, giudiziario, diverso dal nostro. Con problemi differenti. E per problemi differenti anche le soluzioni sono diverse. Secondo alcuni sondaggi, il 63 per cento degli elettori ha indicato l'economia come il tema più importante per il loro voto dato. Questioni globali ma sostanzialmente "interne". Perché per uno statunitense che ha perso la casa non è consolatorio sapere che anche in Italia qualche risparmiatore ci ha rimesso quattrini.

Trovo eccessivo anche che la sinistra italica saluti Obama come il nuovo modello di riferimento. Obama non è etichettabile. Basti pensare che uno degli argomenti della campagna elettorale è stato il taglio delle tasse per il 95 per cento di lavoratori e famiglie, che dalle nostre parti è stato un motto berlusconiano. E non è nemmeno riferibile a schemi di sinistra la politica estera che non è molto diversa da quella dell'amministrazione Bush. Obama propone ritiro dall'Iraq in 16 mesi, rafforzamento delle truppe in Afghanistan, diplomazia ferma con l'Iran.

Osserva acutamente l'amico Michele Cannito, direttore de "La Nuova Murgia" e obamiano della prima ora, che il nuovo presidente degli Usa "non è né di destra né di sinistra, con lui nel mondo ritorna la politica, quella vera. Della gente".

E allora, non ci resta che sperare in lui... "Yes, I hope".
----

P.S. Con questo post inizia la mia rubrica "Pensatoio". Un modo per dire la mia. Ogni tanto. Non aspettatevi i tempi di un blog...






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