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giu 29
2009
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Internet killed the video starsScritto da obruno in telefonia, musica, michael jackson, internet |
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Dopo la morte di Michael Jackson è seguita su tutte le tv del mondo la riproposizione dei suoi video musicali. A rivederli sembra essere passato uno tsunami.
Ho trovato molto interessante, e lo condivido, un articolo della tv americana Cbs che s'intitola "Chi ha ucciso le star del video? - Perché i video musicali come quelli di Michael Jackson fanno parte del passato". L'articolo è in inglese (si può tradurre con Google o con altri strumenti disponibili on line).
Si parla di musica e soprattutto della trasformazione della società e dei modi di utilizzo dei mezzi di comunicazione. La televisione musicale Mtv scelse per il suo lancio la nota canzone "Video killed the radio star". Il video, quindi la televisione, soppiantava la radio nell'industria musicale. Proprio Michael Jackson o Madonna ed altre pop star sono stati i migliori interpreti di quella fase in cui i video erano degli strumenti per vendere dischi o per consacrare le star. Costavano tantissimo, erano dei film in miniatura. "Thriller", girato da John Landis, costò mezzo milione di dollari ed a rivederlo oggi è effettivamente irraggiungibile nelle sue altezze di qualità artistica. "Bad", girato da Martin Scorsese, costò due milioni di dollari.
Oggi l'industria ha cambiato passo. Non spende più queste cifre per i video perché tutto si sta spostando su internet. I video non sono più a misura di schermo televisivo ma di schermo di monitor. Quindi realizzazioni molto meno costose ma "tagliate" sull'artista, magari per far risaltare di più le emozioni.
Per questo si può tranquillamente affermare che "Internet ha ucciso le star del video". Ma fino a quando? L'evoluzione tecnologica è così rapida che probabilmente fra 5 anni o giù di lì staremo ad osservare un altro fenomeno. I video musicali fatti non più per il monitor ma per il touch screen del telefonino. Perché la tecnologia si sta spostando tutta sui cellulari.
Il mondo sta andando troppo veloce. Tutta questa trasformazione è fortemente stimolante. Ma qualche volta vorrei scendere...
:-)
Onofrio Bruno





