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Category >> geo-politica

mar 13
2011

Finestra sul mondo: Diretta Giappone

Scritto da obruno in geo-politicaattualità

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di Onofrio Bruno 

 

Siamo nel tempo della globalizzazione. Non solo perché le notizie del mondo arrivano in tempo reale, al secondo. Ma soprattutto perché in un modo o nell'altro influenzerà anche la nostra vita ciò che accade in Giappone, colpito violentemente dal terremoto e dallo tsunami (il "mostro" che viene dal mare che tanto influenza la cultura nipponica). Ad esempio da noi si sta riaprendo la discussione sul nucleare per le notizie che arrivano dalle centrali danneggiate.

Per restare informati, anche dopo che il Giappone non sarà più a tutto schermo sulle home page dei siti ed a tutta pagina sui giornali, ecco una selezione di siti dove visionare immagini, video e notizie.

LE FOTO STRAORDINARIE DELLO TSUNAMI: ONDE ALTE 10 METRI 

FOTO: LA DIMENSIONE UMANA DELLA CATASTROFE

VIDEO: LE ONDE TRAVOLGONO LE CITTA'

INFORMAZIONE: LE NOTIZIE IN TEMPO REALE (in inglese)

(tutti i link rimandano a siti esterni)

gen 30
2011

Approfondimento: Succede in Egitto

Scritto da obruno in geo-politicaattualità

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In Egitto c'è il caos.

Lo vediamo in televisione, lo leggiamo on line e sui giornali.

Si vuole la fine del regime di Mubarak, al potere da quasi 30 anni, perché nel Paese dilagano corruzione, malgoverno e violenza.

Ciò che succede nel mondo, inevitabilmente, riguarda tutti. A maggior ragione noi italiani se si tratta di una crisi medio-orientale e mediterranea. Non sempre si riescono a comprendere le ragioni di ciò che accade nel mondo.

Ho scelto un articolo di Limes per chi vuole approfondire l'argomento. Un sito di notizie locali non può limitarsi a guardare solo l'angolo di casa propria.

Ecco l'articolo:

Egitto in rivolta: il risveglio del gigante

 

Onofrio Bruno

nov 06
2008

Yes, I hope

Scritto da obruno in politicageo-politica

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di Onofrio Bruno

"Yes, we can". Obama ha vinto.
"Yes, I hope". Sì, lo spero, che il mondo sia davvero migliore.

Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, salutato in tutto il mondo da una ventata di entusiasmo che sarà per lui la vera e più grande responsabilità nell'assumere la guida del gigante americano. Un entusiasmo pari a quella che suscitavano i fratelli John e Bob Kennedy o Martin Luther King, pioneri del "cambiamento". "Change" è la parola d'ordine di Obama. E sono certo che il mondo lo coccolerà meglio di quanto ha fatto per i Kennedy o per Luther King.

Tutti speriamo in un mondo migliore. L'economia ha i suoi cicli e quello attuale è arduo. La grande emergenza ambientale è la sostenibilità del pianeta che passa attraverso il ripensamento totale dei modelli energetici. Per tutto questo il mondo sembra affidarsi proprio ad Obama. E' la persona migliore per la grande "traversata del deserto" che ci attende tutti.

Seguo Obama da quando il "Time" ne profetizzò due anni fa l'elezione, in tempi non sospetti, quando non lo conoscevano le folle che ora lo adorano.  

--->Vedi quella copertina: http://www.time.com/time/covers/0,16641,20061023,00.html

Posso permettermi allora di fare un po' il guastafeste dicendo quel che penso: le elezioni presidenziali americane sono state sopravvalutate in questa ottica planetaria a tutti i costi. Non si è tenuto conto che l'elezione di Obama è principalmente un voto "interno" agli Usa. Che ha il suo sistema economico, sanitario, legislativo, giudiziario, diverso dal nostro. Con problemi differenti. E per problemi differenti anche le soluzioni sono diverse. Secondo alcuni sondaggi, il 63 per cento degli elettori ha indicato l'economia come il tema più importante per il loro voto dato. Questioni globali ma sostanzialmente "interne". Perché per uno statunitense che ha perso la casa non è consolatorio sapere che anche in Italia qualche risparmiatore ci ha rimesso quattrini.

Trovo eccessivo anche che la sinistra italica saluti Obama come il nuovo modello di riferimento. Obama non è etichettabile. Basti pensare che uno degli argomenti della campagna elettorale è stato il taglio delle tasse per il 95 per cento di lavoratori e famiglie, che dalle nostre parti è stato un motto berlusconiano. E non è nemmeno riferibile a schemi di sinistra la politica estera che non è molto diversa da quella dell'amministrazione Bush. Obama propone ritiro dall'Iraq in 16 mesi, rafforzamento delle truppe in Afghanistan, diplomazia ferma con l'Iran.

Osserva acutamente l'amico Michele Cannito, direttore de "La Nuova Murgia" e obamiano della prima ora, che il nuovo presidente degli Usa "non è né di destra né di sinistra, con lui nel mondo ritorna la politica, quella vera. Della gente".

E allora, non ci resta che sperare in lui... "Yes, I hope".
----

P.S. Con questo post inizia la mia rubrica "Pensatoio". Un modo per dire la mia. Ogni tanto. Non aspettatevi i tempi di un blog...






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