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Notizie OnLine - L'informazione delle province di Bari e Matera
Blog di obruno
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mag 11
2010

Fair play

Scritto da obruno in calcioattualità

Sarò di parte, visto che simpatizzo per l'Inter, ma la decisione della Juventus di chiedere la revoca dello scudetto assegnato a tavolino non la trovo né di fair-play né di intelligenza comunicativa.

Però la capisco. E' un modo per distogliere i tifosi juventini dal fallimento di questa annata, attraverso la "punizione" di quella Inter che adesso è diventata la squadra antipatica di turno. 

"Basta, rassegnatevi". Così diceva Totò, riferito a ben altre vicende "storico-sociali". Come invito può andare bene anche in questo caso.

Onofrio Bruno

mag 05
2010

Bel regalo al pianeta!

Scritto da obruno in Terraattualità

Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità "per celebrare la vita sulla terra e il valore che la biodiversità ha per le nostre vite". Quest'anno "tutto il mondo è invitato ad agire per la salvaguardia delle diverse forme viventi esistenti sulla terra per difendere la biodiversità".

E allora regalo più bello non si poteva fare al pianeta con la marea nera di petrolio che sta per sconvolgere le coste degli Stati Uniti del Sud. Montagne di  greggio che sgorgano da un pozzo sottomarino. Un disastro ambientale che minaccia i delicati ecosistemi delle paludi del Mississippi, delle isole Chandeleur e delle isole Keys in Florida.

La situazione in tempo reale si può seguire su Google.

E' una catastrofe che può superare quella della Exxon in Alaska. L'uomo non si era mai trovato in una situazione del genere e sta provando ad arginare la marea nera. Ci riuscirà?

Onofrio Bruno

apr 20
2010

Ghiaccio bollente

Scritto da obruno in Terraattualità

L'Islanda è la terra più giovane del pianeta. Ogni tanto si diverte a far ballare il mondo. Come avviene in questi giorni con un vulcano dal nome impronunciabile che erutta sotto il ghiacciaio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Eyjafjallajokull

L'Islanda, per chi non la conosce, è un paradiso. Visitatela, se potete.

Onofrio Bruno

gen 12
2010

Elezioni, tempo di scelte

Scritto da obruno in Pugliapoliticaelezioni

Il panorama pugliese offre un quadro molto incerto nella prospettiva delle prossime elezioni.

La situazione maggiormente sotto i riflettori è quella del centrosinistra ma nel frattempo nemmeno nella coalizione avversaria, che aspira a riconquistare la Regione Puglia, è stata compiuta la scelta del candidato.

Di curioso c'è che tutti dicono di anteporre i programmi ai nomi, in realtà non c'è nemmeno l'ombra di un tema che sia stato affrontato. La verità è che finora si sono fatte solo "nominations". Verrà il tempo dei programmi. A legislatura iniziata, forse.

Onofrio Bruno

P.S. Per gli aggiornamenti in tempo reale:

www.lagazzettadelmezzogiorno.it

dic 05
2009

Fantapolitica... ma non troppo!

Scritto da obruno in VendolaPugliapoliticaPoli BortoneEmilianoattualità

Comunque uno la pensi, Nichi Vendola ha il pieno diritto di ricandidarsi in Puglia alle elezioni regionali. Ha governato stabilmente ed ha realizzato politiche innovative anche se in due settori - sanità e gestione dei rifiuti - non è riuscito ad imporre un reale cambiamento. Sul suo operato è giusto che raccolga nelle urne il giudizio dei cittadini.

Invece a Vendola questo diritto non è garantito dagli stessi partiti (Partito democratico in primis) con cui ha governato e con cui, non dimentichiamolo, ancora governa in piena concordia. Ma non c'è nulla da stupirsi se ciò accade. Ormai decidono tutti i partiti. Del resto l'Italia è il Paese in cui, quando si vota per il Parlamento, se ne conosce già per due terzi la composizione perché deputati e senatori non sono più scelti dal popolo ma nominati dalle segreterie dei partiti ed eletti sulla base di un consenso dato ad un partito e ad una coalizione e non ad una persona. (A proposito c'è ancora in Italia un partito che voglia sanare questo vulnus alla sovranità popolare, soprattutto tra quelli che usana la parola "democrazia" ad ogni batter di ciglia?)

Per questo non mi sorprende la cinica realpolitik del Partito democratico che non vuole Vendola perché i sondaggi dicono che non è il candidato che oggi garantisce più voti in Puglia. A differenza di Emiliano.

E allora nemmeno mi sorprenderò se a marzo in Puglia i cittadini saranno chiamati a scegliere tra Emiliano per il centrosinistra e Adriana Poli Bortone per il centrodestra.

Staremo a vedere.

nov 04
2009

Influenza cattiva e cattive influenze

Scritto da obruno in saluteinformazioneattualità

Più volte annunciata, è arrivata l'influenza A H1N1. Una pandemia perché si diffonde in tutto il mondo. Ciclicamente una pandemia si presenta ogni 20 anni circa. Il ceppo H1N1 si presentò agli inizi del secolo scorso (era denominata "spagnola" andando ad infierire su una popolazione già messa in ginocchio dalla Grande Guerra) o subito dopo la seconda guerra mondiale.

E' un'influenza cattiva perché più letale rispetto a quella stagionale annuale.

Ma più cattivi del virus sono la confusione ed il disorientamento che si sta scatenando nell'opinione pubblica. Alimentati non dalla gente bensì da quanti sono tenuti a rassicurare tutti noi dandoci messaggi cristallini ed univoci. Così, mentre le istituzioni e le autorità sanitarie invitano alla vaccinazione, espliciti inviti a non fare la vaccinazione arrivano dai pediatri e dai medici che dubitano dell'efficacia del vaccino o che sono perplessi per i tempi rapidi con cui è stato realizzato in laboratorio.

Nemmeno l'informazione, stavolta incolpevole, riesce a soddisfare la domanda che arriva dalle persone a cui arrivano messaggi contrastanti per cui alla fine la decisione devono prenderla in proprio. Magari facendosi "influenzare" dai cattivi consigli.

nov 04
2009

Non c'è più religione

Scritto da obruno in religionepoliticaattualità

Non c'è più religione...

E' proprio il caso di dirlo dopo la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha stabilito che il crocifisso nelle aule delle scuole può violare la libertà religiosa.

L'istanza della cittadina è legittima perché si richiama alla laicità dello Stato, per cui la scuola non deve essere "confessionale".

Ma perché vietare, rimuovere, togliere il crocifisso? Non è meglio sancire che, qualora lo si voglia, si possano aggiungere anche i simboli di altre religioni?

Meglio "aggiungere" che "annullare".

ott 13
2009

Paese a normalità limitata

Scritto da obruno in informazioneberlusconiattualità

Ho postato su Facebook un editoriale scritto dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, e c'è stato un piccolo dibattito. Ho scritto a De Bortoli, ricevendo gentile risposta, che condivido il suo editoriale perché sono "parole sacrosante" visto che in Italia si ha l'impressione di essere sempre in guerra e che poco si parla dei veri problemi.

Spiego brevemente l'antefatto. Vale a dire che in una conferenza stampa il presidente del Consiglio Berlusconi ha parlato del "Corriere" come un "foglio di sinistra". De Bortoli ha risposto in maniera a mio avviso esemplare (non sono dello stesso avviso altre firme del giornalismo come Eugenio Scalfari e Marco Travaglio che hanno scritto i loro editoriali, facilmente reperibili su internet). Il punto vero della discussione riguarda il ruolo di un giornale: dove inizia e dove finisce. Per De Bortoli non ci sono dubbi: dare tutte le notizie, essere al servizio dei lettori dando i fatti e non opinioni mascherate. E' una verità incontestabile che oggi, su molti media, le notizie (pro o contro Berlusconi e il governo) si pubblicano o si enfatizzano solo se sono funzionali alla propria tesi e si nascondono in caso contrario.

Ecco l'articolo. Se ne può discutere, sperando - come già avvenuto su questo Spazio Blog - senza processi a nessuno e senza nessuna presunzione di superiorità intellettuale.

----------

Ecco l'articolo.

Le critiche al Corriere. Una risposta

Non sappiamo che cos'abbia spinto il premier a criticare ieri il Corriere . Non gli piaceva il fondo di Ernesto Galli della Loggia che pur stigmatizzando (e ci mancherebbe...) le espressioni da lui usate contro il presidente della Repubblica, riconosceva una serie di meriti all'azione del governo? Non credo. Non gli andava il corsivo di Pierluigi Battista che smentiva la vulgata di sinistra dell'esistenza di un regime con la sua impronta? Impensabile.

Forse abbiamo un unico grande torto. Siamo un giornale che ragiona con la propria testa, lungo il solco liberale della sua tradizione. Un quotidiano che si ostina a coltivare la propria indipendenza. Abbiamo rispetto del ruolo politico e sociale del Cavaliere, e più volte su queste colonne lo abbiamo sottolineato. Ma ne critichiamo gli eccessi. Nello stesso tempo difendiamo i valori costituzionali e gli insostituibili ruoli di garanzia di alcune sue istituzioni. Ci sforziamo di trovare, nel dibattito quotidiano, più le ragioni per unire questo Paese, anziché dividerlo, più i motivi per sostenerlo anziché colpirlo.

Il Corriere non veste alcuna divisa e non indossa nessun elmetto. Si è ben guardato, in questi mesi, dall'assecondare la campagna scatenata contro il premier, con vasta eco all'estero, dai suoi nemici, politici ed editoriali, e da tutti quelli che hanno ridotto l'opposizione allo sguardo insistito nella sua vita privata. Dimenticando tutto il resto. Come se non esistesse più un governo che va giudicato dagli atti concreti, quelli che servono al Paese in una delle crisi sociali ed economiche più acute. Tutti quelli che lavorano onestamente, dalla mattina alla sera, cittadini, lavoratori, professionisti e imprenditori, non possono che soffrire e nutrire un profondo senso di ingiustizia nel vedere l'immagine internazionale del nostro Paese messa così ingiustamente alla berlina.

Certo le notizie non le abbiamo mai nascoste. Mai. Ma neanche strumentalizzate e piegate alle esigenze di parte, come accade in quasi tutto il panorama editoriale. I fatti ormai non sono più separati dalle opinioni, sono al servizio delle opinioni. Le inchieste di Bari sono state rivelate dal Corriere . Abbiamo informato, correttamente, senza mistificare la realtà com'è prassi quotidiana sulla stampa e sul video. Ma non abbiamo mai partecipato alla guerra civile mediatica che si è scatenata subito dopo. Per rispetto dei lettori, innanzitutto, che non vanno assoldati e iscritti d'ufficio a un partito o all'altro.

Il Corriere ha ospitato tutte le opinioni, nel solco della sua migliore tradizione. Ha elogiato il governo quando se lo meritava. Non poche volte. Lo ha criticato quando a nostro giudizio sbagliava. E' successo, e in forma anche più dura, con i governi di centrosinistra. Ha praticato e difeso una libertà di stampa responsabile. Le querele ai giornali sono legittime, per carità, ma costituiscono spesso un errore, a mio personale giudizio, se vengono da chi ha alti incarichi istituzionali e di governo. Chi scrive ne ha collezionate, tra querele e cause civili, ben 180. E nei giorni scorsi ha perso in appello contro gli avvocati del premier Ghedini e Pecorella. Dunque, avevano ragione loro a sentirsi diffamati da un mio scritto del 2002. La sentenza è chiara e la accetto, senza pormi il problema se il giudice fosse di destra o di sinistra e senza cambiare idea rispetto a quello che ho scritto. Sbaglierò, ma non ho mai pensato minimamente che per difendere la mia libertà d'espressione fosse necessario scendere in piazza.
Il Corriere è un giornale liberale e moderato, una delle istituzioni di garanzia di questo Paese. Non vuole partecipare allo scontro fra due fazioni, in un'Italia ridotta a una desolante arena nella quale si sta perdendo, insieme allo stile e al decoro, anche un po' il lume della ragione. Vuole occuparsi dei problemi reali del Paese, informando correttamente i cittadini, rappresentando al meglio «quell'Italia che ce la fa», che lavora, produce, esporta, studia. Un grande Paese che non merita giudizi sommari. Senza muoverci di un millimetro da quello che consideriamo un nostro dovere verso i lettori

(f.de b.)
10 ottobre 2009

 

ott 08
2009

La politica non è l'algebra

Scritto da obruno in politicainformazioneberlusconiattualità

Dopo la bocciatura del lodo-Alfano, Berlusconi ha riproposto il complotto del "concerto di sinistra" in tutte le articolazioni dello Stato e della libera stampa, tirando in ballo anche il Capo dello Stato che, sì, è di scuola politica comunista, d'accordo, ma il lodo l'ha firmato come pure ha fatto con lo scudo fiscale.

Dall'altra parte c'è invece chi sostiene che in Italia viga un regime berlusconiano che fa leva sull'informazione ed in special modo sulle televisioni. E guardacaso lo può dire anche sui giornali e sulle tv.

Politicamente, è esercizio quotidiano tenere insieme anche realtà contraddittorie. Valgono entrambe.

Algebricamente, sono due "verità" di segno contrapposto e di pari tenore (regime è uno e regime è l'altro). E quindi si elidono.

Evviva l'algebra.

set 26
2009

Liberi ma disinformati

Scritto da obruno in informazione

In Italia la libertà di stampa c'è.

E' l'informazione che manca.

Onofrio Bruno

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