Un disegno di legge in Parlamento intende ridurre il numero parlamentari dagli attuali quasi 1000 a 500, cioè 250 per ogni ramo (Camera e Senato).
Diverse proposte nel Consiglio regionale della Puglia intendono portare il numero dei componenti dagli attuali 70 (78 ad inizio legislatura) a 60 oppure addirittura a 50.
Siamo nel tempo della globalizzazione. Non solo perché le notizie del mondo arrivano in tempo reale, al secondo. Ma soprattutto perché in un modo o nell'altro influenzerà anche la nostra vita ciò che accade in Giappone, colpito violentemente dal terremoto e dallo tsunami (il "mostro" che viene dal mare che tanto influenza la cultura nipponica). Ad esempio da noi si sta riaprendo la discussione sul nucleare per le notizie che arrivano dalle centrali danneggiate.
Per restare informati, anche dopo che il Giappone non sarà più a tutto schermo sulle home page dei siti ed a tutta pagina sui giornali, ecco una selezione di siti dove visionare immagini, video e notizie.
Lo vediamo in televisione, lo leggiamo on line e sui giornali.
Si vuole la fine del regime di Mubarak, al potere da quasi 30 anni, perché nel Paese dilagano corruzione, malgoverno e violenza.
Ciò che succede nel mondo, inevitabilmente, riguarda tutti. A maggior ragione noi italiani se si tratta di una crisi medio-orientale e mediterranea. Non sempre si riescono a comprendere le ragioni di ciò che accade nel mondo.
Ho scelto un articolo di Limes per chi vuole approfondire l'argomento. Un sito di notizie locali non può limitarsi a guardare solo l'angolo di casa propria.
Ho accolto con piacere la notizia della liberazione - su cauzione - di Julian Assange, portavoce di Wikileaks, il nuovo strumento di comunicazione che sta travolgendo le relazioni diplomatiche tra i Paesi del mondo. Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione e come tutte le rivoluzioni non sappiamo dove porterà.
L'arresto di Julian Assange a Londra è stato motivato da un mandato di arresto europeo della Svezia che lo accusa di stupro per aver avuto rapporti consensuali con due donne ma senza usare il preservativo. Nel Paese scandinavo, a quanto pare, ciò è vietato. Assange parla di un complotto ai suoi danni. In genere non sono "complottista", non credo alle dietrologie. Stavolta faccio un'eccezione. La vicenda puzza.
Non è l'uomo ma lo strumento, Wikileaks, che non mi convince. Non mi sembra fare un'operazione planetaria di informazione questo immane lavoro di mettere a nudo le relazioni diplomatiche, o meglio ciò che dicono, pensano e scrivono ambasciatori ed incaricati di affari degli Stati Uniti. Perché siamo sempre di fronte ad un punto di vista. Che è di parte, deve essere rispondente agli interessi generali di chi lo emette. E può essere sbagliato. E molte volte certamente lo è.
La diplomazia è necessaria. Le relazioni tra i leader sono relazioni tra Stati. Relazioni tra Stati sovrani che passano attraverso degli uomini. Non è il giudizio sugli uomini che deve condizionare le relazioni tra Stati. E' allora fuorviante mettere a nudo la diplomazia, una "maschera" che garantisce i rapporti tra Nazioni e che lascia alle veline ("cablogrammi") i giudizi sugli uomini e su chi le rappresenta.
Che pena vedere gli stracci bagnati che volano tra cosiddetti "berlusconiani" e "finiani".
Ogni giorno, in un corto circuito alimentato dall'informazione, c'è una dichiarazione, un'uscita, una frase che nutre il "caos" ormai elevato a sistema.
Uno scrive una mezza frase su un blog e diventa un caso politico. Un altro scrive un post sul sito del movimento e diventa un altro caso politico. Oppure rilascia un'intervista ai giornali - tra parentesi, oggi si contendono i "finiani" come fossero leader del G8 (ma chi li conosceva prima???) - ed è sempre un caso politico.
Immancabili seguono le repliche.
Poi si alza quello che aveva iniziato tutto e dice che si va avanti sino alla fine della legislatura.
Sarà anche... ma sicuramente non potranno andare avanti sempre così.
Sarò di parte, visto che simpatizzo per l'Inter, ma la decisione della Juventus di chiedere la revoca dello scudetto assegnato a tavolino non la trovo né di fair-play né di intelligenza comunicativa.
Però la capisco. E' un modo per distogliere i tifosi juventini dal fallimento di questa annata, attraverso la "punizione" di quella Inter che adesso è diventata la squadra antipatica di turno.
"Basta, rassegnatevi". Così diceva Totò, riferito a ben altre vicende "storico-sociali". Come invito può andare bene anche in questo caso.
Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità "per celebrare la vita sulla terra e il valore che la biodiversità ha per le nostre vite". Quest'anno "tutto il mondo è invitato ad agire per la salvaguardia delle diverse forme viventi esistenti sulla terra per difendere la biodiversità".
E allora regalo più bello non si poteva fare al pianeta con la marea nera di petrolio che sta per sconvolgere le coste degli Stati Uniti del Sud. Montagne di greggio che sgorgano da un pozzo sottomarino. Un disastro ambientale che minaccia i delicati ecosistemi delle paludi del Mississippi, delle isole Chandeleur e delle isole Keys in Florida.
E' una catastrofe che può superare quella della Exxon in Alaska. L'uomo non si era mai trovato in una situazione del genere e sta provando ad arginare la marea nera. Ci riuscirà?
L'Islanda è la terra più giovane del pianeta. Ogni tanto si diverte a far ballare il mondo. Come avviene in questi giorni con un vulcano dal nome impronunciabile che erutta sotto il ghiacciaio:
Il panorama pugliese offre un quadro molto incerto nella prospettiva delle prossime elezioni.
La situazione maggiormente sotto i riflettori è quella del centrosinistra ma nel frattempo nemmeno nella coalizione avversaria, che aspira a riconquistare la Regione Puglia, è stata compiuta la scelta del candidato.
Di curioso c'è che tutti dicono di anteporre i programmi ai nomi, in realtà non c'è nemmeno l'ombra di un tema che sia stato affrontato. La verità è che finora si sono fatte solo "nominations". Verrà il tempo dei programmi. A legislatura iniziata, forse.
Comunque uno la pensi, Nichi Vendola ha il pieno diritto di ricandidarsi in Puglia alle elezioni regionali. Ha governato stabilmente ed ha realizzato politiche innovative anche se in due settori - sanità e gestione dei rifiuti - non è riuscito ad imporre un reale cambiamento. Sul suo operato è giusto che raccolga nelle urne il giudizio dei cittadini.
Invece a Vendola questo diritto non è garantito dagli stessi partiti (Partito democratico in primis) con cui ha governato e con cui, non dimentichiamolo, ancora governa in piena concordia. Ma non c'è nulla da stupirsi se ciò accade. Ormai decidono tutti i partiti. Del resto l'Italia è il Paese in cui, quando si vota per il Parlamento, se ne conosce già per due terzi la composizione perché deputati e senatori non sono più scelti dal popolo ma nominati dalle segreterie dei partiti ed eletti sulla base di un consenso dato ad un partito e ad una coalizione e non ad una persona. (A proposito c'è ancora in Italia un partito che voglia sanare questo vulnus alla sovranità popolare, soprattutto tra quelli che usana la parola "democrazia" ad ogni batter di ciglia?)
Per questo non mi sorprende la cinica realpolitik del Partito democratico che non vuole Vendola perché i sondaggi dicono che non è il candidato che oggi garantisce più voti in Puglia. A differenza di Emiliano.
E allora nemmeno mi sorprenderò se a marzo in Puglia i cittadini saranno chiamati a scegliere tra Emiliano per il centrosinistra e Adriana Poli Bortone per il centrodestra.
Tutte le foto ed i video sono coperti da copyright e sono di proprieta' di Altanet s.rl..E' assolutamente vietata la riproduzione se non previo consenso della proprieta'.
Gli articoli possono essere pubblicati su altre testate previa comunicazione alla redazione
di Notizie On Line e riportanti la dicitura FONTE Notizie-Online.it
L'angolo della posta
News dalle aziende
TgWeb di Italia3 Servizi su: Agguato a fratello di Dambrosio - FEDERICUS festa medievale ad Altamura - 718° Fiera San Giorgio a Gravina [continua]