BARI: RIMOSSI CANCELLI ABUSIVI SU STRADA PER MARE, TENSIONE CON RESIDENTI
Bari, 3 lug. - Agenti della Polizia Muncipale (quattro pattuglie), della Polizia di Stato e i carabinieri (due pattuglie a testa) hanno eseguito ieri mattina sulla strada della Marina del quartiere San Giorgio di Bari la rimozione di due cancelli in ferro, installati abusivamente e che impedivano il transito veicolare e pedonale. Tutta l'operazione e' iniziata alle 8 ed e' terminata alle 14. L'ordinanza e' stata emessa dal Comune alla conclusione delle indagini iniziate nel 2006, a seguito delle segnalazioni di alcuni residenti della zona penalizzati dalle installazioni abusive. E' stato accertato che 13 famiglie, tutte proprietarie di un gruppo di ville confinanti tra loro su un tratto terminale della traversa, senza alcuna autorizzazione, avevano fatto montare due cancelli sulla strada per appropriarsi dell'area e per evitare il transito agli altri utenti da e verso il mare. I proprietari non hanno eseguito la prima ordinanza emessa dagli uffici comunali di rimozione delle strutture abusive e cosi' hanno indotto le autorita' municipali a dare il via all'emissione della ordinanza di rimozione coatta. Gli agenti, dopo averla notificata ai singoli proprietari, hanno presenziato fino al termine alle operazioni di rimozione, eseguite da una ditta edile fiduciaria del Comune. Durante le operazioni non sono mancati i momenti di tensione con circa 30 residenti che non intendevano assolutamente far eseguire i lavori di rimozione dei cancelli, ma gli agenti sono riusciti a riportare la calma e a far concludere le operazioni senza alcun danno a persone e a cose.
Da cittadino altamurano e da osservatore, mi chiedo: ma perchè non è possibile fare qualcosa del genere ad Altamura dove, in particolare nel centro storico nel corso degli anni ne sono sorti a decine, forse a centinaia, di cancelli abusivi nei claustri? Strutture che impediscono la libera fruzione di spazi pubblici resi di esclusiva proprietà privata, in un caso con tanto di barbecue dove la domenica si arrostisce la carne all'aperto. E altre situazioni si creano, in questo periodo, sui marciapiedi requisiti da attività commerciali (bar, pizzerie ecc.). A questo proposito c'è arrivata una nuova segnalazione che presto pubblicheremo nell'Angolo della Posta di Nol. Vogliamo parlare delle decine di passi carrabili contraffatti o degli scivoli non autorizzati davanti ai garage(anche quelle sono requisizioni abusive dello spazio pubblico)? E perchè non auspicare verifiche attente sui permessi di parcheggi per disabili? Ma tanto il concetto di Bene Comune in questa città sembra sconosciuto. E non c'è nessuno che lo rispetta.
Dopo la morte di Michael Jackson è seguita su tutte le tv del mondo la riproposizione dei suoi video musicali. A rivederli sembra essere passato uno tsunami.
Si parla di musica e soprattutto della trasformazione della società e dei modi di utilizzo dei mezzi di comunicazione. La televisione musicale Mtv scelse per il suo lancio la nota canzone "Video killed the radio star". Il video, quindi la televisione, soppiantava la radio nell'industria musicale. Proprio Michael Jackson o Madonna ed altre pop star sono stati i migliori interpreti di quella fase in cui i video erano degli strumenti per vendere dischi o per consacrare le star. Costavano tantissimo, erano dei film in miniatura. "Thriller", girato da John Landis, costò mezzo milione di dollari ed a rivederlo oggi è effettivamente irraggiungibile nelle sue altezze di qualità artistica. "Bad", girato da Martin Scorsese, costò due milioni di dollari.
Oggi l'industria ha cambiato passo. Non spende più queste cifre per i video perché tutto si sta spostando su internet. I video non sono più a misura di schermo televisivo ma di schermo di monitor. Quindi realizzazioni molto meno costose ma "tagliate" sull'artista, magari per far risaltare di più le emozioni.
Per questo si può tranquillamente affermare che "Internet ha ucciso le star del video". Ma fino a quando? L'evoluzione tecnologica è così rapida che probabilmente fra 5 anni o giù di lì staremo ad osservare un altro fenomeno. I video musicali fatti non più per il monitor ma per il touch screen del telefonino. Perché la tecnologia si sta spostando tutta sui cellulari.
Il mondo sta andando troppo veloce. Tutta questa trasformazione è fortemente stimolante. Ma qualche volta vorrei scendere...
Molti, ma non tutti, sanno che il 21 ed il 22 giugno si vota per il referendum.
Pochi sanno che sono tre quesiti.
Ancora meno sanno cosa riguardano.
In poche parole, i quesiti riguardano la modifica della legge elettorale in modo da favorire un bipartitismo. Attenzione, è cosa diversa dal bipolarismo. Con il bipartitismo si avrebbero soltanto due partiti, come ad esempio negli Stati Uniti (Democratici e Repubblicani). Oggi in Italia c'è un bipolarismo imperfetto. Dovrebbero esserci due coalizioni, invece ci sono due partiti principali ed una miriade di altri partiti, piccoli o microscopici.
Il voto del 6 e del 7 giugno, che ha premiato la Lega e l'Italia dei valori, ha in pratica detto che gli italiani non vogliono due poli, figurarsi se vogliono due soli maxi-partiti.
Eppure, sono dell'idea che sia arrivato il momento di osare. Provare un sistema nuovo. Che ci faccia uscire da una frammentazione per cui in un'elezione provinciale si devono vedere 22 liste con altrettanti candidati, magari a pestarsi i piedi tra loro per prendere i voti dagli stessi bacini elettorali di riferimento. E che si deve votare su una scheda che è un lenzuolo (avete fatto caso alla differenza tra la scheda gialla e quella arancione delle Europee?).
Non so se il quorum sarà raggiunto. Ma perlomeno si potrà parlare di dare finalmente la spallata all'attuale legge elettorale che non consente di "eleggere" i parlamentari italiani che sono invece "nominati" dalle segreterie dei partiti e di fatto "ratificati" dal popolo.
Proviamo a cambiare. Chissà...
Andrò a votare. Tre sì.
Onofrio Bruno
P.S. Per una conoscenza approfondita dei quesiti consultate il sito del Comitato organizzatore: http://www.referendumelettorale.org/ . Ovviamente il dibattito è aperto. Si possono segnalare siti internet o comitati che la pensano diversamente.
L'altro giorno il "The Times" di Londra ha dedicato un fondo molto duro contro il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, "Cade la maschera del clown". Tutto imperniato sui presunti scandali legati alla vita privata del premier e finora in verità più fumo che sostanza.
Ho lasciato un commento tra tanti altri. Questo:
First of all, I don't see television.
Too many prejudgments on Mr Berlusconi. Yes, his private life is "public matter" but in some Italian and foreign press it appears the most important. In Italy no "banlieu" took fire; no banks nationalized; UE don't help for immigration. Let's talk about.
Ho premesso che non guardo la televisione. Mi informo su internet, incrociando le diverse fonti e confrontando gli opposti punti di vista. Mi faccio una mia idea.
Ora, che la stampa estera abbia un giudizio negativo di Berlusconi (secondo l'Economist "unfit", cioè inadatto a guidare l'Italia), è un'opinione legittima. La stampa è libera di esprimersi. Ma che questa opinione legittima stia diventando un tamburo battente non mi sembra più lo stesso.
C'è nel giudizio nei confronti di Berlusconi una visione fortemente piena di pregiudizi nei confronti degli italiani. Spiego perché. La maggioranza degli italiani vota Berlusconi. La stampa estera (ma anche moltissimi in Italia) non ha dubbi: lo fa perché è inebetita dalle tv. Per inciso, che lo dica poi il "Times", che è di proprietà del magnate concorrente Murdoch, vale a dire un Berlusconi al cubo per potenza di mezzi di comunicazione planetari, diventa allora una barzelletta.
Penso che tanti Italiani votino Berlusconi perché non ci siano altri leader su cui fare affidamento. E' colui che meglio interpreta la crisi dei partiti e "legge" il cambiamento della società, piaccia o non piaccia il cambiamento c'è. Basti vedere oggi una campagna elettorale: un pullulare di comitati elettorali personali e davvero poche sedi vere di partito. Del resto Berlusconi le televisioni le aveva anche quando le elezioni le ha perse, non più tardi del 2006.
E allora nel mio commento, breve per ragioni di spazio, mi limitavo a dire che è vero che la vita privata del premier è anche una "materia pubblica" ma che non è certamente la più rilevante. Ci sono temi su cui la stampa estera più critica (inglese e tedesca) può meglio centrare i problemi. Come sull'immigrazione clandestina. Nessuno ne parla. Eppure si vota per il Parlamento europeo. Eppure è una questione molto seria per l'Italia che maggiormente la avverte. E la Unione europea l'ha lasciata sola l'Italia nell'affrontarla. Troppo comodo attaccare allora sulle politiche che il governo sta attuando. Quali alternative propone l'Unione europea?
Ripeto. Il pregiudizio verso Berlusconi in realtà è verso gli italiani. Noialtri accentuiamo questa visione critica perché gli italiani in genere non vogliono bene a se stessi. Sebbene, rispetto a quanto visto nel vecchio Continente, dalle periferie francesi messe a ferro e fuoco, dalla protesta dei lavoratori britannici per non far entrare lavoratori italiani fino alle ripercussioni della crisi che al momento scuote tutto il mondo ma principalmente gli Usa e la stessa Gran Bretagna (mentre in Italia nessuna banca è stata nazionalizzata), probabilmente questa visione dovrebbe essere molto meno pessimista.
Onofrio Bruno
P.S. Postilla per i più distratti: in questo post non ho parlato di Berlusconi ma degli Italiani.
L'ex deputato dell'Udc Cosimo Mele e' candidato consigliere per Alleanza di Centro di Francesco Pionati alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno per la Provincia di Brindisi. Il collegio e' quello di Carovigno, numero 7. Nell'estate di due anni fa fu protagonista di una storia a luci rosse in un albergo della capitale. Una ragazza che era con il deputato si senti' male probabilmente per l'assunzione di droghe e venne ricoverata in Ospedale. Per quell'episodio Mele e' imputato per cessione di stupefacenti. L'Alleanza di Centro di Pionati appoggia alle provinciali il candidato del Popolo delle Liberta', il senatore Michele Saccomanno.
Ieri pomeriggio (16 marzo) avevo appena finito di guardare la registrazione video della prima parte di "Pane e libertà", la fiction sulla vita del sindacalista di Cerignola Giuseppe Di Vittorio, peraltro girata anche ad Altamura e Gravina. E ho immaginato a chi avrei potuto chiedere un'opinione sulle inevitabili forzature biografiche o sui salti temporali o i 'buchi' del racconto che un'opera breve e televisiva inevitabilmente contiene. E mi è venuto in mente subito il professor Raffaele Giura Longo, docente di Storia del Risorgimento all'Università di Bari, del quale ho seguito le lezioni per due anni e con il quale mi sono poi laureato. Sono tornato, poco dopo questo pensiero fugace, davanti al computer e da un messaggio ho scoperto con amarezza che questa opinione non avrei potuta più raccoglierla. Il professore non c'era più.
Una volta, nei primi mesi del 2000, quando gli dissi che da qualche mese dirigevo un giornale on line (Nol è nato nell'ottobre del '99), mi disse che lui Internet già lo conosceva e lo utilizzava ampiamente: si alzava presto, mi confidò, e cominciava a collegarsi con i siti dei giornali di tutto il mondo per sapere quello che era successo nelle altre parti del mondo. Spero che, qualche volta, anche questo modesto giornale locale on line, possa avergli fatto compagnia e gli sia stato utile. Non è un bel momento per Altamura e Matera. Non e' solo una questione di economia e salotti. In poche settimane hanno perso due figure di riferimento insostituibili dal punto di vista storico, culturale, politico e, per me personalmente, anche umano: Fabio Perinei e Raffaele Giura Longo. Siamo tutti più poveri.
E' morto Fabio Perinei, già sindaco di Altamura e parlamentare della Murgia.
Politico al servizio della gente, agli antipodi della "casta". E raffinato uomo di cultura dei "pensieri lunghi".
In tanti ad Altamura lo hanno conosciuto bene e possono raccontarlo degnamente.
L'ho conosciuto. E mi permetto una riflessione personale. Fabio Perinei è stato tutto quello che oggi gli viene riconosciuto. In più aveva un'altra dote, oggi più difficile da trovare: equilibrio e rispetto nel rapporto tra politica ed informazione. Mai una telefonata per dirmi che avevo svirgolato, mai un richiamo per chiedere più spazio, mai un'interferenza o un condizionamento.
L'informazione ha il diritto-dovere di raccontare l'operato di chi fa politica perché la gente sappia, e non il contrario. E' un controllo sociale che serve a tutti (purché sia serio e corretto, beninteso). Nel suo modo di relazionarsi con il mondo dell'informazione Fabio Perinei è stato sempre limpido. Anche questa è una lezione che lascia.
Non mi piace quello che il governo sta facendo nella vicenda di Eluana Englaro. In questa storia umana triste e dolorosa a tutti sono richiesti rispetto e silenzio.
Onofrio Bruno
N.B. Questa rubrica "Il Pensatoio" è un modo per dire la mia ogni qualvolta mi passa per la testa. Non ha i tempi di un blog.
Portare la democrazia nel consiglio comunale di Altamura e' difficilissimo, quasi quanto portare la democrazia in Iraq. E, come ha ammesso (in ritardo) lo stesso Bush per l'Iraq, e' inutile imporla, ci vorranno generazioni e una complessa maturazione. Lo stesso vale per il "capoluogo" della Murgia.
Per questo penso sia perfettamente inutile cercare il dialogo e il confronto con chi manifestamente non lo vuole, con chi pensa che la democrazia sia essenzialmente la forza dei numeri (elettorali) e gestione assoluta del potere. Il ragionamento, praticamente, è: ''adesso il potere ce l'ho io e tu, minoranza, devi stare nell'angolo". Quante volte abbiamo ascoltato il capogruppo di Forza Italia dire a quelli del Partito Democratico che "non contano nulla perchè hanno perso e che sono in declino in tutta Italia e destinati a perdere eternamente"? Traduzione: devi stare zitto e al massimo, se ho voglia, ti concedo qualcosa o ci mettiamo d'accordo per accontentarti.
E quindi, secondo me, lo dico con rispetto di tutti, sbraitare, fare ostruzionismo (che e' una strategia politica da sempre esistita), cercare di parlare piu' possibile pensando che e' uno dei pochi momenti per far sentire la propria voce e perche' non esistono altri luoghi per farlo (e qui ci sarebbe da fare un discorso lungo sulla stampa), nonostante i regolamenti che prevedono tempi contingentati, non serve a nulla. In quel modo si diventa tutti uguali, si appiattisce tutto. La tv, infatti, è molto utile per documentare quello che succede ma, per come sono realizzate le riprese e le registrazioni della nostra assemblea consiliare, e' un mezzo che non aiuta a capire. Si fa fatica a distinguere e a valutare e sovente proprio a sentire.
Del resto il capogruppo di Forza Italia porta a livello altamurano il tipo di dibattito (!?) che c'e' a livello nazionale: la rissa televisiva o parlamentare. Se fosse deputato o senatore, forse lo vedremmo a festeggiare la caduta del governo avversario mangiando prosciutto e stappando spumante.
E' inutile, quindi, sforzarsi a cercare di far capire che per il piano sociale di zona, per il piano strategico o per il Parco sarebbero serviti maggiore concertazione e dialogo.
Meglio spendere le proprie energie e la propria esperienza in un altro modo. Secondo me, se hanno qualcosa da dire, i consiglieri di opposizione che tanto sperano nel dialogo (parola di cui anche a livello nazionale si fa un uso smodato e di circostanza) dovrebbero confrontarsi direttamente con la comunita', con i suoi interessi, le sue necessità. E lo si puo' fare andando a fare incontri con i comitati di quartiere, pubblicando un foglio, mettendo un tavolino in piazza, sfruttando la rete internet. Insomma lasciar perdere i giochi di palazzo e le schermaglie da consiglio comunale. Non si tratta di un Aventino. In consiglio comunale occorre continuare il proprio mandato ma considerandolo come uno dei momenti della propria attività politica, non l'unico. Anche perchè da anni non è lì che si prende la maggior parte delle decisioni.
Per esempio a questo punto e' anche inutile chiedere le dimissioni del presidente del consiglio comunale: non servirebbe a nulla. E' vero che è stato Lagonigro a dichiarare che il consiglio "non è il luogo dove si fa politica" (sic!!) ma chi potrebbe andare meglio di lui, per la maggioranza? Nessuno. Anche perchè in questo consiglio ognuno ha un ruolo ben preciso come in una squadra di calcio: il presidente del consiglio e' lo stopper, poi ci sono i terzini come Centonze e Nicola Clemente che devono picchiare duro e provocare la reazione di quelli della minoranza. C'è poi il regista Nicola Loizzo, il funanambolico ma fumoso e incomprensibile Nico Dambrosio. Ci sono poi i cosiddetti peones che portano acqua al mulino (i voti): praticamente non parlano quasi mai, perchè non ne sono capaci, o perchè è meglio che non parlano tanto sono stati accontentati. Cosa ti vuoi confrontare con questi? Rispetto a questa chiarezza di compiti e ruoli c'e' una opposizione che nella componente che chiede il cosiddetto dialogo fra sordi, e cioè il Pd, mostra confusione di ruoli. Chi è il capogruppo? Perchè per ogni provvedimento devono parlare in tremila? Per questo dico: uscite fuori nella società che forse si imparano molte più cose.
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