L’EDITORE DOMENICO ARDINO A SOSTEGNO DEL MADE IN ITALY. METTERO’ A DISPOSIZIONE DEI 5STELLE LE MIE TV PER IL RICONOSCIMENTO DEL “DISTRETTO DEL DIVANO”

ARDINO, simbolo di un distretto che non molla.

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Domenico Ardino neo editore di 4 Televisioni (TeleGravina ch.622, TeleAltamura ch.214, TeleSanteramo ch.698 e TeleMatera ch.623), proprietario della testata giornalistica NotizieOnline.it (quasi 10.000 Click al giorno) e anche imprenditore di successo nel settore del mobile imbottito pugliese, sfida i grandi politici regionali nella corsa al riconoscimento di un vero e proprio Distretto produttivo del divano.

L’idea che qualche sciacallo prima o poi possa mettere le mani su quello che lui stesso chiama “L’indotto” a lui non va giù ed è per questo che ha deciso di raggruppare con esito positivo oltre 50 aziende produttrici di mobili imbottiti tutte collocate nel famoso triangolo del divano tra i comuni di Altamura, Gravina in puglia e Santeramo in colle. Il “Distretto del divano” può diventare una realtà tramite una legge tutta pugliese (la n.23 del 03/08/2007) con il quale è possibile far riconoscere alla giunta regionale un polo produttivo che può portare molti benefici sia alla popolazione in termini di assunzioni e alle imprese del settore che godrebbero di un pò di ossigeno visto le molteplici problematiche che il comparto sta avendo in questi ultimi anni.

Domenico Ardino ha approfondito molto la legge 23/2007 e pur avendo protocollato l’intera richiesta di riconoscimento nel febbraio 2015 non ha ancora avuto nessuna risposta in merito tranne la richiesta obbligatoria delle firme sindacali. Ardino ha cercato in tutti i modi di mettersi in contatto con le maggiori sigle sindacali ma senza risultato. In alcune occasioni gli è stato chiesto di portare prima 100 tesserati. Ecco perchè ha deciso di affidarsi al movimento 5Stelle dei comuni interessati al quale darà spazio nelle trasmissioni di maggior intensità auditel nelle proprie tv locali. Il beneficio di questo riconoscimento potrebbe essere la svolta ai problemi occupazionali che i vari sindaci di turno non riescono a risolvere. Come sempre la soluzione arriverà dal basso.

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